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di AURORA FAPPANI - Il fenomeno non riguarda più soltanto le grandi città o le periferie degradate, ma anche i piccoli centri: cresce la criminalità per le strade e con essa la richiesta di sicurezza. Che sempre più persone cercano in se stessi. La Krav Maga offre un'arma di autodifesa: disciplina, tecnica e allenamento per affrontare situazioni di reale pericolo.

In una realtà sempre più pericolosa, la capacità di difendersi non è solo una questione di forza fisica, ma di preparazione mentale e tecnica. La Krav Maga, un sistema di autodifesa nato sul campo di battaglia, promette proprio questo: preparare ogni tipo di persona, dalla più impavida alla più paurosa, dalla più forte alla più fragile ad essere pronta per affrontare qualsiasi minaccia. Ma cosa rappresenta davvero questa disciplina? È davvero così valida?



Aldo Santi, esperto di arti marziali con un’esperienza che spazia dal judo al karate, ha dedicato quindici anni all’insegnamento della Krav Maga. Nel 2011 ha fondato la sua associazione sportiva, Gladius, che oggi conta circa settanta iscritti, divisi tra karate e Krav Maga, con la maggior parte dei tesserati che pratica quest’ultima. 

Il maestro Aldo Santi con una delle allieve della scuola Gladius

La Krav Maga nacque negli anni ’30 in Cecoslovacchia, quando il pugile ebreo Imi Lichtenfeld ideò un sistema per difendersi dalle continue violenze antisemite. Successivamente, con la nascita dello Stato di Israele, fu chiamato a insegnarle alle forze speciali del paese. “La caratteristica principale della Krav Maga”, spiega Santi, “è la sua capacità di adattarsi costantemente ai tempi moderni, come appunto simboleggiato dal logo della disciplina: un cerchio non completamente chiuso, che rappresenta l’apertura a nuove tecniche e idee e la sua continua evoluzione nel tempo. Diversamente dalle arti marziali tradizionali, la Krav Maga non ha una filosofia né tantomeno un sistema competitivo”. 

Il maestro sottolinea che non si tratta di una disciplina sportiva, infatti non prevede lo svolgimento di gare né il rispetto per l’avversario: ecco dunque spiegata l’assenza di filosofia. “Non è uno sport, ma un sistema di difesa personale progettato per affrontare situazioni di reale pericolo dove l’obiettivo è neutralizzare rapidamente la minaccia, senza lasciare spazio ad esitazioni; ogni movimento deve essere pratico e finalizzato alla sopravvivenza”. Questa disciplina si rivolge a chi cerca un metodo completo di autodifesa e non semplicemente un modo per tenersi allenato, l’età minima consigliata e accettata in Gladius per iniziare è 14 anni, mentre le tecniche con armi simulate invece vengono introdotte solo a partire dai 16-17 anni. La Krav Maga attira persone di ogni età e genere: questo è dimostrato anche dal fatto che presso l’associazione la disciplina conta circa cinquanta iscritti, con un equilibrio tra uomini e donne. É quindi trasversale e adatta a tutti, e rispetto ad altre arti marziali offre soluzioni pensate per affrontare situazioni di pericolo reale. 

Vista la sua potenza e la forte criminalità giovanile che dilaga, può sorgere il dubbio che sia pericoloso dare un’arma come questa ad un giovane. “I giovani vengono resi consapevoli riguardo ciò che imparano e si valutano sempre le caratteristiche della persona al momento dell’iscrizione per assicurarsi dell’adeguatezza. Il maestro in questo senso svolge un compito chiave: spetta a lui adattare l’insegnamento alle caratteristiche di ogni allievo, valorizzandone le qualità personali” dato che, come condiviso anche da Santi, non esistono cattivi allievi ma solo cattivi insegnanti.



Secondo l’esperto ognuno deve “cucirsi addosso” l’autodifesa, costruendo un approccio che si adatti alle proprie caratteristiche fisiche e mentali. Oltre ad essere una tecnica di autodifesa, la Krav Maga rappresenta una vera e propria lezione di vita. Insegna a reagire, a pensare e a superare le difficoltà anche nelle situazioni più critiche. Non si limita a mostrare come combattere, ma trasmette una mentalità pronta ad affrontare ogni sfida con forza e soprattutto lucidità.

Imi Lichtenfeld, il creatore della Krav Maga

Santi insiste su un concetto fondamentale: “La vera forza non risiede solo nelle mani, ma nella capacità di usare la testa. Questo principio è ciò che trasforma la Krav Maga in qualcosa di più di una semplice tecnica di combattimento e che la differenzia da molte altre arti marziali”. La disciplina, che evolve continuamente per adattarsi alle necessità del presente, se praticata con consapevolezza diventa un mezzo per affrontare le avversità con controllo e determinazione perché “la vera vittoria non sta solo nel difendersi, ma nel sapere di essere pronti a tutto”.