
Il principio, con le dovute proporzioni, è lo stesso delle macchinette per le fototessere che si trovano nei centri commerciali o nelle stazioni: strumenti agili per una necessità da soddisfare da soli. La differenza, profonda, è che la fotografia di cui si parla qui non è quella di un ricordo o da applicare su un documento di identità, ma un’istantanea del nostro stato di salute. Che da oggi possiamo rilevare da soli.
Cremona compie un passo verso un futuro di prevenzione e salute, due concetti che vanno a braccetto l’uno con l’altro. La nuova Casa di Comunità di via San Sebastiano accoglie infatti la “Capsula della salute”, uno strumento innovativo messo al servizio di ogni cittadino.


Selezionando il parametro che si desidera misurare, o effettuando tutti i testi in 15 minuti circa, l’utilizzatore ha la possibilità di valutare in autonomia diversi parametri vitali comodamente seduto e in maniera semplice e intuitiva. Dalla frequenza cardiaca, alla saturazione, alla pressione arteriosa, fino alla forza muscolare, tutti a distanza di un click.
Sono test che a un occhio poco attento possono risultare banali, ma che sono invece il primo importante step per identificare possibili problemi, come conferma lo stesso Direttore socio-sanitario dell’ASST di Cremona Giorgio Scivoletto, primo promotore dell’iniziativa.
«Il monitoraggio del peso, ad esempio, è fondamentale non solo per chi è in sovrappeso, ma anche per i pazienti cardiopatici, per verificare che non siano in fase di scompenso. È uno strumento in grado di leggere in pochi minuti lo stato di benessere complessivo dei soggetti che vi accedono». Una volta terminata la valutazione, i risultati possono essere ricevuti via mail, oppure scannerizzando un QR code fornito sia a schermo che su carta stampata.



L’obiettivo che con l’ausilio della Capsula ci si pone di raggiungere è a lungo termine, come ci spiega ancora il Direttore Scivoletto. «Se il cittadino esprime il proprio consenso, possiamo costruire il cosiddetto Digital Twin, ovvero un “gemello digitale”, una sorta di Carta d’Identità della salute. Utilizzando la tessera sanitaria, l’utente può caricare i dati rilevati nel tempo e condividerli con il proprio medico curante. Se rileviamo parametri anomali, come una pressione o una frequenza eccessivamente alta o bassa, i nostri infermieri di famiglia possono contattare direttamente la persona per attuare la “medicina di iniziativa”».
«Possiamo costruire il cosiddetto Digital Twin, ovvero un “gemello digitale”, una sorta di Carta d’Identità della salute»
Questo significa che, spiega ancora Scivoletto, anche se un cittadino non sospetta di avere un problema, la segnalazione di un parametro anomalo permette di avviarne la presa in carico. È un modo nuovo, basato sulla prevenzione, per intercettare il paziente anche quando non ha ancora percezione di uno stato di malessere.


La strada verso la prevenzione non finisce però qui, perché le prospettive future per questa tecnologia sono in continua evoluzione. «Coinvolgeremo le persone che partecipano ai “gruppi di cammino” a Cremona: verranno monitorate periodicamente per verificare i miglioramenti della frequenza cardiaca e della pressione grazie all’attività fisica. Poi, una volta verificato il livello di gradimento della popolazione, faremo le dovute valutazioni per installare un’altra Capsula altrove. In Lombardia siamo stati i primi ad adottarla, ma in altre regioni l’affluenza è stata altissima».

«La prevenzione riguarda tutti perché è un atto di generosità verso se stessi e verso la comunità»
Quella dietro alla Capsula della Salute è una filosofia che va di pari passo con il fine delle Case di comunità. «Tre sono obiettivi fondamentali: accogliere, orientare e accompagnare, non fornendo singole prestazioni isolate, ma garantendo una presa in carico complessiva della persona. Ciò significa che se un cittadino ha bisogno di assistenza per una terapia intramuscolo o endovenosa, o solo per capire come assumere un farmaco, troverà il personale pronto ad aiutarla. Detto ciò, qui è possibile anche effettuare visite specialistiche, esami strumentali e prelievi del sangue».
Un servizio rivolto principalmente a fasce fragili della popolazione, come gli anziani, o a pazienti con patologie di natura cronica. La prevenzione, però, riguarda tutti perché «è un atto di generosità verso se stessi e verso la comunità».