
Gli antichi romani utilizzavano il verbo praeficere, che significa “mettere a capo, preporre”, ed è dal suo participio passato (praefectus) che deriva la nostra parola italiana “prefetto”. Con questa riflessione etimologica è iniziato l’incontro con Antonio Giannelli, che questo ruolo ricopre per la provincia di Cremona, invitato dai rappresentanti d’istituto del Liceo Daniele Manin durante il monte ore del 28 Aprile. La spiegazione di Giannelli ha esposto in modo chiaro ed efficace di cosa si occupa, ancora oggi, il prefetto: prevenzione e protezione dei suoi cittadini.
«Il nostro è un lavoro piuttosto oscuro, i cittadini ordinariamente non conoscono le funzioni della prefettura, perché non è un argomento di immediata percezione, soprattutto per i più giovani”, ha spiegato Giannelli,, sottolineando il “mistero” che si cela dietro la sua figura, che molto spesso passa inosservata agli occhi dei cittadini.


Non sotto i riflettori, forse, ma sicuramente importante, perché il prefetto rappresenta lo stato sul territorio ed è l’autorità provinciale di pubblica sicurezza che coordina non solo la protezione civile ma anche altre associazioni che sono attive nella salvaguardia dell’ambiente e dei suoi abitanti e collabora con altre figure come il questore. Il prefetto, quando ha la necessità di prendere una decisione importante, si basa sul principio di massima protezione. «Ci sono alcuni momenti in cui bisogna prendere delle decisioni, andando inevitabilmente contro la volontà di diverse persone, per questo nel lavoro del prefetto si mettono in gioco nervi, sensazioni ed emozioni». Durante tutto l’intervento il dottor Giannelli ha rimarcato in modo sicuro che «l’autorità senza autorevolezza non può funzionare», per questo è importante essere un’autorità riconosciuta dalle persone, una carica in cui i cittadini possono riporre la propria fiducia.

Alla fine dell’ampia introduzione, Giannelli ha spiegato le tre funzioni di coordinamento che costituiscono un protocollo di prevenzione efficace : autorità (con autorevolezza), ascolto e responsabilità. Può anche succedere che, seppur il protocollo venga seguito alla perfezione, accada un imprevisto: la cosa importante in questi casi è possedere la capacità di trovare una soluzione efficace che non implichi conseguenze gravi.
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«Il protocollo è essenziale anche se le cose poi succedono e quelle azioni di prevenzione che tu hai messo in campo fanno scattare immediatamente un meccanismo con tempi di reazione rapidi, le pianificazioni ci consentono di agire calcolando l’intervento in minuti, non in ore. E per questo è essenziale avere sempre chiaro le funzioni di coordinamento e fare in modo che siano efficienti».

L’incontro è proseguito poi con un’intervista, svolta dalla collaboratrice de L’Ora Buca Beatrice Frazzi, che ha raccolto numerose domande e curiosità degli studenti. I temi principali toccati sono stati la sicurezza all’interno della città ed il ruolo fondamentale che ricopre la polizia locale. Sul tema della sicurezza le risposte di Giannelli sono state molto concrete.
«A breve la stazione sarà vigilata da 60 telecamere che copriranno gran parte del perimetro. Inoltre verranno garantiti dei servizi specifici a bordo dei pullman»
«A breve la stazione sarà vigilata da 60 telecamere che copriranno gran parte del perimetro. Inoltre verranno garantiti dei servizi specifici a bordo dei pullman che consentiranno il pieno rispetto delle regole. Puntiamo alla conclusione dei lavori di montaggio delle telecamere e la presenza dei servizi specifici entro la fine dell’estate, in modo tale da terminare prima dell’inizio di un nuovo anno scolastico».


Il prefetto ha poi risposto ad alcune domande riguardanti il ruolo della polizia, che talvolta viene interpretato come un antagonista e non come un supporto della società.
«La fiducia nelle forze dell’ordine è fondamentale, la loro presenza negli spazi comuni non deve spaventare, ma al contrario, la loro reperibilità dovrebbe renderci più tranquilli. Un controllo da parte della polizia non deve essere considerato come una restrizione della libertà personale, chi non ha nulla da nascondere non deve temere le forze di polizia, che sono autorizzate a fare controlli e verifiche».
L’incontro non ha rappresentato soltanto un’occasione per approfondire il ruolo di un ufficiale pubblico, ma ha dato la possibilità agli studenti di avere un confronto diretto, utile a chiarire dubbi e sfatare luoghi comuni. È stato importante affrontare tematiche di spessore con i più giovani, in modo tale da promuovere una partecipazione attiva alla vita politica della città, un ambito che solitamente viene considerato distante dagli interessi delle nuove generazioni.
