
Qual è l’esigenza di un artista visivo di confrontarsi con un altro tipo di arte, quella musicale? Nel momento in cui queste due arti dialogano, come lo fanno? Dall’esigenza di rispondere a queste domande nasce Intermissions of music and art, un’iniziativa del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali dell’Università di Pavia.
«L’idea era quella di uscire dall’accademia e dialogare con la città, in particolare con le nuove generazioni», spiega a L’Ora Buca Benedetta Broegg che, insieme alla professoressa di Storia dell’Arte Contemporanea Sara Fontana, è curatrice del progetto. L’obiettivo è unire i due mondi del Dipartimento, quello musicologico e quello relativo ai beni culturali, per esaminare le intersezioni tra arte e musica ed avvicinarci ad un universo ancora poco esplorato. E in questo senso Cremona, con la sua tradizione musicale e il suo patrimonio artistico, si presenta come scenario ideale per ospitare una rassegna che intende mettere in dialogo arte, musica e suono.



Quattro gli appuntamenti in calendario, ospitati in quattro sedi molto diverse fra di loro. «Volevamo raccontare attraverso i luoghi la storia e l’identità di Cremona e raggiungere un target di persone di età differenti. Passeremo da sedi più istituzionali, come il Palazzo del Comune e il Dipartimento di musicologia e dei beni culturali. Poi arriveremo al Museo Archeologico San Lorenzo, che rappresenta l’identità, la storia, la memoria. Concluderemo con l’ultimo appuntamento presso il MOB CLUB, un locale notturno che sarà inaugurato a breve e che incarna la realtà contemporanea e i giovani»: così Broegg spiega la volontà di costruire un percorso culturale che non sia solo una serie di eventi, ma un attraversamento simbolico della città.



Grazie a questi incontri sarà possibile dialogare con diversi artisti e approfondire linguaggi, metodi e visioni differenti per mettere in relazione la materia visiva con quella musicale.

«Volevamo, come prima edizione, portare anche degli artisti di Cremona», chiarisce la giovane curatrice. Il primo incontro, il 20 novembre, sarà infatti tenuto dal cremonese Riccardo Benassi, che presenterà Flussi di memoria e messaggi in progress, con introduzione musicale di Igor Ebuli Poletti e Marco Scipione. Il secondo appuntamento, il 25 novembre, proporrà Il pubblico del concerto: Suono e immagine nelle opere di Simonetta Fadda, una conversazione tra l’artista e la professoressa Sara Fontana.
Il terzo incontro, il 6 dicembre, presenterà Fragments ∞, progetto di Gianluca Codeghini e Luciana Elizondo, una riflessione sulla memoria, ispirata al luogo che presenterà l’anteprima, il Museo Archeologico di San Lorenzo. Il quarto e ultimo incontro, il 14 dicembre al MOB CLUB, sarà Make War Not Love, di Jacopo Benassi e del cremonese Michele Lombardelli, con l’opening di Glide Society, collettivo attivo dal 2007, nato per promuovere eventi musicali con un focus sulla musica elettronica.

A racchiudere l’identità del progetto è anche il logo della rassegna, ispirato alle straordinarie geometrie prodotte dalle vibrazioni sonore su superfici vibranti, scoperte dal fisico Ernst Chladni nel 1787: frequenze che diventano immagine, pause che diventano spazio, un’identità fondata sul suono.
Questo progetto aspira a creare un ponte tra il mondo accademico e il tessuto urbano, favorendo un dialogo che coinvolga non solo studiosi e studenti, ma tutti i cittadini. La speranza delle curatrici è che questa iniziativa diventi la prima di molte edizioni a cadenza annuale, capaci di ampliarsi e radicarsi sempre più nella città.