
In un mondo che corre e consuma parole con voracità, la scrittura resta un esercizio di lentezza e di ascolto. Chiede attenzione, coraggio e soprattutto verità, quella piccola scintilla che rende una parola non soltanto letta, ma sentita. Fermarsi ad ascoltare le parole mai dette dei cittadini è stato l’obiettivo del ciclo di incontri “Scrivere insieme: piccoli risvegli creativi”, curato da Maria Chiara Pelosi e Francesca Poli, ospitato da Crart al Piccolo Caffè Torriani di Cremona.


Il laboratorio di scrittura creativa si è articolato in quattro incontri, ciascuno con un obiettivo di scrittura, e ha rappresento una novità per i cittadini cremonesi. «Durante questi incontri siamo andati ad analizzare diversi processi creativi a partire per esempio dalla scrittura flusso e da un foglio bianco che all’inizio potrebbe generare ansia, ma che grazie a stimoli e attivazioni può far scaturire parole che possono vibrare. Ci siamo concentrati anche sulla costruzione del personaggio, non statico ma cercando di uscire dai limiti accettando stimoli visivi che ci possono suggerire storie, azioni e situazioni particolari».
Francesca Poli, insegnante di italiano e storia presso un Istituto tecnico di Cremona, descrive il primo incontro del progetto, “Iniziare. Dal foglio bianco alle parole”, che si è tenuto in via Torriani il 9 febbraio. In una stanza allestita e arredata apposta per permettere alle parole di fuoriuscire, si è ritrovato un gruppo di circa quindici persone, di ogni età e con disparate esperienze di scrittura. Per alcuni una passione già da tempo coltivata, per altri un modo di esprimersi solo quando necessario, per altri un campo inesplorato. Scrivere per molti di loro è un sogno lasciato nel cassetto, per altri uno che invece si è già realizzato oppure un lavoro che non lascia abbastanza spazio alla creatività e un rifugio dalla realtà.

«Per me scrivere significa esprimere se stessi e trovare un angolo dentro di sé in cui far tacere tutto e ascoltare le domande più profonde», ha raccontato Pelosi, mentre per Francesca Poli la scrittura è «far emergere qualcosa che sta già dentro, attivare qualcosa che già pulsa e trovare solo il modo di farlo emergere». È questo ciò che la scrittura rappresenta rispettivamente per le organizzatrici e anche ciò che hanno deciso di portare in questo laboratorio.
Il primo incontro si è concentrato sull’iniziare a scrivere, su quel processo creativo e razionale che porta ad appoggiare la punta della biro su un foglio completamente bianco. La sala in cui si è svolta la prima serata era completamente asservita allo scopo che le organizzatrici avevano ideato: portare le parole al di fuori di se stessi. Sui tavoli i diversi stimoli proposti: frasi, semi, libri, fogli bianchi, disegni, pennarelli, foto stampate, bottiglie di vetro, lettere, forme… tutti lì per far scaturire i pensieri più intimi del gruppo di partecipanti, chiamati a incontrare attivamente questi stimoli e lasciarsi trasportare da ciò che comunicavano loro.
L’incontro si è poi spostato sul flusso di coscienza, ovvero sullo scrivere senza pensare e senza paura di essere corretti. Ai partecipanti è stato chiesto di scrivere per dieci minuti consecutivi, senza mai staccare la biro dalla pagina e riversando su di essa tutto ciò che vibrava e pulsava dentro. Si sono poi aggiunti altri stimoli: frasi che giungevano nel mezzo del flusso, carte che respingono e attraggono particolari sensazioni, il cancellare parte dello scritto per lasciare solo l’indispensabile.



«Per me scrivere è per tutti. Non dev’essere un atto performativo ma una pratica che ci permette di incontrare davvero noi stessi»
Durante il momento di condivisione finale, alcuni partecipanti si sono resi conto di come ogni volta tornassero a scrivere dello stesso argomento, e di come probabilmente fosse ciò che più necessitava di essere espresso per essere realmente compreso. Molti si sono accorti di come abbiano indagato se stessi nel profondo, mentre altri al contrario di come siano rimasti più superficiali nei loro pensieri. È stata quest’ultima parte finale dell’incontro a rendere davvero chiaro come lo scrivere sia un’arte accessibile a tutti, come sostiene anche Maria Chiara: «Per me scrivere è per tutti. Non dev’essere un atto performativo ma una pratica che ci permette di incontrare davvero noi stessi».

Scrivere insieme: piccoli risvegli creativi è un’occasione per staccare dalla realtà che ci impone di esprimere solo determinate parole e pensieri. È un modo per respirare e far fluire tutto ciò che pulsa nel profondo di ognuno, per coltivare passioni e per apprenderne di nuove. “Volevamo portare a livello più collettivo la lettura, la scrittura e l’esprimere ciò che uno ha dentro di sé. Ci è piaciuta l’idea di collaborare, realizzare e ospitare questo incontro nel nostro caffè Torriani, che ha l’obiettivo di creare insieme qualcosa”. Elena Poli, rappresentante di Crart, esprime alla perfezione ció che questo ciclo di incontri vuole portare alla città: accettare il silenzio e accoglierlo per conoscere anche i pensieri più silenziosi.
