Premio Moreni_2026_finalisti
di REDAZIONE - Quindici finalisti nella sesta edizione del Concorso Letterario intitolato a Fabio Moreni, che si è concluso con la vittoria di Anita Cazzalini. Partecipazione da record per l'edizione 2026, con 48 studenti iscritti da tutte le scuole superiori della provincia. Sabato 21 marzo la cerimonia di premiazione, fra tre anni la prossima edizione.

Ha scelto un dialogo, quasi che fosse più una sceneggiatura o un copione che un racconto. Ha scelto di farlo interpretare a due personaggi, ma non ha dato loro né nome né volto. Ha preso ispirazione da grandi scrittori del passato, ma con uno sguardo al futuro che sogna nel mondo del cinema. E con il suo lavoro, con le sue parole, ha convinto i giurati del VI Concorso letterario “Fabio Moreni” a assegnarle il primo posto.

La cerimonia conclusiva dell’edizione 2026, che ha incoronato Anita Cazzalini, si è celebrata nella cornice di Cascina Moreni sabato 21 marzo, nella sala dedicata alla memoria di Sergio Lana, che fu ucciso nel maggio 1993 insieme a Moreni e a Guido Puletti, tutti volontari che si occupavano di portare aiuti nella Bosnia devastata dalla guerra.



Gianluca Arata (Pres. Fondazione Moreni) e il sindaco di Cremona Andrea Virgilio con le 4 finaliste

Condotta da Gianluca Arata, presidente della Fondazione Moreni, alla presenza del Sindaco di Cremona Virgilio e di numerosi dirigenti scolastici della provincia, la premiazione è stata particolarmente coinvolgente. Questo grazie alla lettura di brevi stralci delle 15 opere finaliste da parte delle attrici della Compagnia dei Piccoli Maddalena Parma e Francesca Poli e alla toccante testimonianza di Franca Lana, la mamma di Sergio.

E proprio la signora Lana ha premiato con un riconoscimento speciale dedicato al figlio la studentessa del Liceo Anguissola Gaia Ripari. Tutto cremasco invece il podio 2026 con Kartika Scarpelli (Liceo Racchetti-Da Vinci), Giulia Donarini (Istituto Galilei) e Anita Cazzalini, che frequenta la terza classico al Racchetti-Da Vinci.

Anita ha scelto la traccia dedicata al valore della parola e ha raccontato a L’Ora Buca come è nata l’idea del dialogo. «L’ho scelto innanzitutto perché una delle mie passioni più grandi non è tanto la scrittura, ma il cinema e di conseguenza ho sempre pensato che la forma biologica fosse quella che mi riesce meglio, in generale, quando devo scrivere: riesco meglio a rappresentare quello che penso, utilizzando le voci di qualcun altro rispetto alla voce del narratore. Inoltre prima del concorso avevo letto “Dialoghi con Leucò” di Pavese e mi aveva colpito molto la forma appunto di questo discorso dove non ci sono nemmeno verbi che introducono le frasi, ma solamente il nome del personaggio».

Particolare e vincente anche la scelta dei nomi-non nomi dei due personaggi: Questo e Quello. Pronomi invece che nomi, aggettivi invece che descrizioni, che rimandano alla vicinanza e alla lontananza, oltre che all’indeterminatezza che significa anche libera interpretazione.

Da sin. Kartika Scarpelli, Anita Cazzalini e Giulia Donarini

«La scelta di Questo e Quello è nata perché non volevo utilizzare personaggi conosciuti, nomi di persona. Non volevo polarizzare in alcun modo il racconto, ma rimanere sempre sull’universale, sul generale, e Questo e Quello sono due elementi che possono significare tutto e niente, un po’ come le parole. Penso che entrambi i punti di vista di Questo e di Quello possano essere condivisibili in qualche modo, anche se spesso Quello prende delle posizioni molto estreme, che molto spesso non si possono condividere. Però più che un senso di vicinanza e di lontananza, io volevo dare il senso dei poli opposti, di opinioni completamente diverse che vanno a richiamare l’ambiguità di queste parole».

Nella sceneggiatura della cerimonia di premiazione, il climax verso il podio è stato efficace per i concorrenti e le loro famiglie e fino a un passo dalla fine Anita non ha saputo di essere stata scelta come vincitrice. «È una soddisfazione molto grande, anche perché non me l’aspettavo ad essere sincera. Oltretutto ero lì con una mia grande amica che è la seconda classificata, Giulia Donarini: siamo migliori amiche da una vita, da quando siamo piccole, e sarebbe è stato molto bello arrivare sul podio con lei e rendersi conto insieme che o una o l’altra avrebbero vinto: alla fine se non avessi vinto io, ma avesse vinto lei sarebbe stata la stessa cosa per noi. E quindi eravamo molto emozionate, ma anche molto contente, quando ci siamo rese conto che comunque sarebbe stata una di noi due».

Se, grazie al Premio Moreni, la scrittura ha già lasciato un segno nella sua vita, Anita vede il suo futuro più nel cinema che nella letteratura. Due mondi spesso comunicanti, con libri meravigliosi che diventano sceneggiature indimenticabili: che sia Questo o Quello, un futuro in cui la parola sarà protagonista.


Un dialogo tra “Questo” e Quello”

di Anita Cazzalini

QUELLO: «Facendo sentire la tua voce in una missione di solidarietà verso il prossimo, le tue parole risuoneranno forti, invincibili e saranno ricordate anche dopo di te ed il tuo cammino su questa terra; diventeranno un mezzo per tendere la mano verso chi ha bisogno di aiuto, un veicolo nella comprensione reciproca di opinioni contrastanti, uno strumento fragile e potentissimo per diffondere rispetto, tolleranza e amore».

QUESTO: «Riflettendo, c’è una certa ambiguità nelle parole. Sono mezzi strani, con noi sin dall’inizio della nostra storia come umani e forse non abbiamo ancora decifrato i loro significati completamente. Eppure sono state adoperate veramente in tutti i modi possibili: storpiate o abbellite, modificate a proprio vantaggio o espresse con sincerità, violente, pacifiche, indecifrabili. Sai, forse il problema non è lo strumento, ma come esso viene utilizzato: in Grecia gli antichi parlavano di “farmacon”, una sostanza che aveva sia funzioni di veleno sia funzione di cura. Così le parole possono avere scopi atroci o generare un bene infinito».

QUELLO: «E tramite esse, anche noi siamo giunti ad una conclusione».