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Un articolo a sei mani per celebrare il Liceo Classico: istituzione della cultura, luogo di trasmissione del pensiero e della storia, ma anche palestra di vita sul fronte dei rapporti e della capacità di superare le difficoltà grazie alla mente e alla volontà. Beatrice Frazzi (Manin), Alessandro Carioni (Racchetti-Da Vinci) e Teodora Compiani Pirani raccontano le notti dei Classici del territorio cremonese.

La cultura è un ponte imponente tra passato e presente, è consapevolezza, è ciò che lega emotivamente ad una terra o ad un popolo, ma anche parte fondamentale dell’agire dell’uomo, del suo pensiero e del suo rapporto con l’altro. Bisogna essere grati al passato per ciò che si è ora, tenere a mente gli errori commessi per un presente migliore e sperare in un futuro innovativo e intriso di speranza.



La storia insegna questo, ma molto spesso capita di dimenticarsi dell’impatto che il passato ha sul presente, quasi come si ritenesse ciò che è troppo lontano da immaginare non degno di essere celebrato, ma la formazione classica insegna anche questo: ad amare l’antico in ogni sua forma, a perdersi in riflessioni a riguardo e a sforzarsi di tenere in vita un tesoro che si tende sempre più a sottovalutare. 

Proprio per questa ragione ogni anno molti licei classici d’Italia aderiscono alla “Notte bianca” o “Notte dei licei classici”, dove studenti e insegnanti collaborano a una serata che indaga le affinità tra antico e moderno tramite l’analisi di tematiche tratte dalle due discipline protagoniste: il greco antico e il latino.

I territori di Cremona e Crema prendono da sempre parte a questa iniziativa, seppur in modi differenti e con spunti diversi che variano di anno in anno.  

La serata organizzata dal Liceo Classico “Daniele Manin” di Cremona è partita da una frase latina dello storico poeta Terenzio: “Homo sum, humani nihil a me alienum puto”, “Nulla che sia umano mi è estraneo”. Una frase che racchiude una lezione importante e attuale: guardare sempre l’altro come umano, che l’antico percepiva come giusto, e non come nemico, come diverso. 

«Che cos’è la Notte bianca? La mia idea corrisponde a ciò che sono io al liceo classico. -spiega la Prof.ssa Barbara Zagni, docente di storia e filosofia- non è solo un momento culturale, è un momento di condivisione, dove gli studenti, i professori e le famiglie si trovano a celebrare l’essenza della nostra scuola, che non riguarda solo le competenze legate alle discipline o alle capacità logico-argomentative, ma tutti quei valori che noi docenti cerchiamo di trasmettere e che poi condividiamo con i nostri ragazzi. Bisogna saper essere una comunità, sentire un senso di appartenenza. È una serata dove mi diverto con i miei ragazzi facendo cultura, con discussioni, risate e momenti da ricordare»

“Homo sum, humani nihil a me alienum puto”
(“Nulla che sia umano mi è estraneo”)

Terenzio

Gli interventi proposti sono stati diversi: la scaletta si è aperta con un saluto caloroso da parte della Dirigente scolastica, Maria Grazia Nolli, seguito da letture in traduzione tratte dalla letteratura greca e latina dirette dal prof. Emilio Giazzi e declamate dai ragazzi del progetto “Biblioteca del liceo”, ma anche dalla presentazione degli eventi proposti dalla Prof.ssa Zagni e svolti al Piccolo caffè Torriani dagli studenti delle classi terze, all’insegna dell’inclusione e della diffusione culturale giovanile, insieme al progetto “In treno per la memoria”, delle classi quarte, redatto invece dalla Prof.ssa Ilaria Spotti. Nel corso della serata, dopo un intervento con letture in onore di Pier Paolo Pasolini, nonché ex alunno dell’istituto, c’è stato un piccolo momento di rinfresco per tutti quanti gli ospiti, e a seguire uno spettacolo teatrale e un momento di lettura in conclusione dell’evento. 

BEATRICE FRAZZI

Chi sa se gli antichi hanno mai pensato che le loro parole avrebbero definito valori e principi dei posteri? Qualunque sia la risposta, per gli studenti del Liceo Classico Racchetti-da Vinci, l’importante è poter assaporare ancora quella cultura che oggi sembra così lontana, ma che in realtà permea la nostra esistenza.

Nella sua declinazione della Notte Nazionale del Liceo Classico, il Liceo cremasco diretto dal Prof. Claudio Venturelli ha reso omaggio all’humanitas con un evento aperto a tutta la cittadinanza, realizzato anche grazie alla collaborazione di alcuni docenti della sezione scientifica e linguistica e coordinato dalla Prof.ssa Maria Teresa Mascheroni.

Il clima festoso che si è respirato potrebbe indurre a chiedersi come dei ragazzi, ormai immersi in un mondo rivolto alla tecnologia e al digitale, riescano ancora a emozionarsi per civiltà così distanti dal presente. La risposta è che i valori celebrati sono i medesimi, tanto ieri quanto nella società moderna. Le discipline umanistiche infatti non spiegano all’uomo come funziona il mondo, per quello c’è la scienza; esse insegnano come le innovazioni debbano essere usate dall’essere umano per agire al meglio e mostrano anche come vivere in una dimensione collettiva secondo l’humanitas che ci definisce.

Dunque, come non citare l’Homo sum di Terenzio? Protagonista dell’edizione di quest’anno, l’espressione latina si dimostra incredibilmente attuale, gridando l’esigenza di filantropia in un mondo che sembra essere improntato a scelte egoistiche più che al rispetto e alla solidarietà.

La prima parte della serata ha dato spazio alle performances tematiche delle singole classi, con musica, danza, giochi e attività varie che hanno coinvolto il pubblico e si è conclusa con un entusiasmante momento musicale che ha visto avvicendarsi una solista al pianoforte, un’energica band completamente al femminile e un trio di studenti.



Nel mezzo una rappresentazione teatrale per celebrare il recente Dantedì, “Il volto oltre il confine”, una ripresa attualizzata della Divina Commedia in cui Dante, attraverso il dialogo con una ragazza contemporanea e l’incontro con tre anime ultraterrene, discute di odi politici, indifferenza e pregiudizio, invitando i presenti a meditare sul concetto di alterità e rispetto. «La performance teatrale non solo ha coinvolto nell’attuazione tutti e tre i differenti indirizzi, evidenziando come il nostro istituto sia un insieme di talenti -ha sottolineato il dirigente Venturelli-, ma ha anche valorizzato le differenti forme espressive degli studenti, armonizzando doti di recitazione, ballo e musica».

ALESSANDRO CARIONI

“Notte Nazionale del Classico”, al Liceo Vida,  ha significato soprattutto impegno e spirito di iniziativa da parte degli studenti iscritti all’indirizzo.  Il 27 marzo si è ritrovato al liceo di Via Milano un pubblico quasi interamente formato da giovani studenti e studentesse, accompagnati da dirigenti scolastici e professori in una serata all’insegna della riscoperta del classico.  

Quando si sente parlare di questo indirizzo ciò che spaventa maggiormente è interfacciarsi con materie da molti definite “morte”, ma la Notte del Classico al Liceo Vida ha dimostrato quanta vita ci sia anche nelle materie e nelle lingue che sembrano scomparse.  

«La Notte del Classico è per me sempre stata – da organizzatrice e da spettatrice – un momento per vedere davvero quale traccia possa lasciare nei ragazzi il senso del classico, fuori dal contesto formale e disciplinare dell’ora di lezione. È un momento in cui i ragazzi possono decidere tendenzialmente in autonomia come gestirsi e come contribuire fattivamente a mostrare cosa per loro sia degno di nota, dato un determinato tema», ha raccontato la professoressa di lingue classiche Marta Gamba.

«Ogni attività ha un suo senso e un suo peso all’interno della serata, e l’amore che provo per il mondo classico si rinnova sempre non perché fornisca risposte certe e inappellabili su temi sempre diversi, ma perché, come manifestazione complessa di quella complessità che è l’essere umano, regala un modo unico di approcciarsi al reale», ha aggiunto l’organizzatrice dell’evento. 

La serata del 27 marzo è iniziata in Salone Bonomelli con la presentazione dell’evento da parte della stessa professoressa Gamba  e di Gianluca Mete, docente e vicepreside del liceo classico.  Il tema era Homo Sum, l’essere in quanto uomo, in quanto mente razionale e proprietario di sentimenti complessi. Gli studenti, tramite le attività preparate, hanno indagato l’uomo in tutte le sue forme e sfaccettature: poeta, studioso, letterato, l’uomo del mito e della storia. Al centro della serata sono state infatti le attività organizzate dalle classi prime, seconde, terze e quarte dell’indirizzo Classico.  

Nelle aule si è tenuto, organizzato dalla classe terza, un quiz per scoprire la propria affinità ad uno dei grandi autori della letteratura, passando per Catullo, Omero e Dante.  Proposta invece dalla classe quarta un’Escape Room dal titolo “Fuga dal minotauro”, una vera e propria gara a tempo ambientata in un labirinto fatto di banchi e prove di abilità e intelligenza.  

Si è infine tenuta in occasione della Notte Nazionale del Liceo Classico la lezione conclusiva, come sempre molto partecipata, del ciclo di incontri di letteratura greca e latina tenuto dai professori Marco Baroni e Stefano Frati.  

Un momento più conviviale, a ricreare i tipici simposi greci, è stata poi la cena al bar del liceo, in occasione della quale si è svolta una conferenza tenuta dalla professoressa Gamba insieme ad alcuni studenti delle classi prima e seconda, che si sono prodigati nella traduzione di brani latini e greci a tema “Homo sum”. 

«La mia classe ha pensato di concentrarsi sul ruolo che il concetto di “humanitas” ha per i latini. Abbiamo riflettuto su alcuni passi del “de officiis” di Cicerone, nel quale l’autore sostiene che ciò che è moralmente onesto coincide con ciò che è utile, e che quindi non esiste vantaggio morale se si calpesta la dignità altrui. Ci siamo anche interrogati sul significato che Seneca dava all’humanitas, sostenendo che ciò che rende l’uomo tale è la ragione, l’unica cosa che lo distingue anche dagli animali», racconta Sara Maccagnoli, studentessa di seconda classico.  

Tra i corridoi del Vida non erano presenti solo studenti classici. Di successo e innovativa è stata la presenza di una postazione per l’osservazione del cielo notturno organizzata da Valerio Nobile, studente di quarta sportivo appassionato di astri. Molti erano anche i visitatori esterni, oltre che amici e studenti di altri indirizzi del liceo.  

TEODORA COMPIANI PIRANI