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di IRENE SARDONE - Presentato il fitto calendario di iniziative del Festival dei Diritti 2026, coordinato dal CSV Lombardia Sud ETS. Decine di eventi distribuiti in diverse province: a Cremona si parte il 19 marzo con la proiezione del film "Civiltà transumanti" di Anna Kauber. Numerosi gli appuntamenti anche a Crema e nel Casalasco.

In un mondo caratterizzato da divisioni, guerre e conflitti, la provincia di Cremona si unisce a quelle di Lodi, Mantova e Pavia per dar vita al Festival dei Diritti, una rassegna culturale e sociale, promossa annualmente da CSV Lombardia Sud ETS, che quest’anno ha scelto il tema “Umanità plurale”. Proprio in queste città infatti, dal 19 al 29 marzo, saranno proposti eventi culturali con l’obiettivo di disarmare l’apatia e l’indifferenza, e promuovere la coesione sociale e la pace,come ha spiegato Giorgio Reali di CSV nel corso della presentazione dell’edizione 2026. 

Il Festival dei Diritti è il risultato di un processo collaborativo unico portato avanti dalla “Community della Trama dei Diritti”, cioè una vasta rete di associazioni, enti del Terzo Settore e partner locali che per mesi hanno lavorato sulla tessitura di un calendario condiviso cucito su misura per questo progetto. 



Grazie a questa unione è emersa una convinzione condivisa da tutti gli organizzatori: è parlando e promuovendo i diritti che implicitamente si richiama il valore del dovere di ciascuna persona, mentre  la tutela della dignità umana è una responsabilità collettiva che parte dalla cittadinanza. 

Sono proprio questi valori comuni che hanno portato a una grande partecipazione delle realtà locali, come è stato ben visibile nella conferenza stampa tenuta a Cremona, dove erano presenti l’assessore Marina Della Giovanna, assessore alle Politiche sociali e fragilità, il presidente della provincia di Cremona Roberto Mariani, oltre che i rappresentanti di CSV Lombardia Sud ETS e alcuni dei tanti tra volontari e operatori di enti e istituzioni che hanno reso possibile la realizzazione di questo progetto. Proprio il Presidente Mariani ha spiegato che «il titolo di quest’anno è un invito a riconoscere il valore della diversità, con l’obiettivo di costruire delle società inclusive e solidali. Quello che dal mio punto di vista deve essere anche il compito della pubblica amministrazione. Questo programma è un bel segnale, che invita i territori a una profonda riflessione»

Le attività proposte dal festival saranno di vario tipo: sono in calendario convegni e incontri con lo scopo di approfondire le sfide legislative e sociali, spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche che daranno voce a chi spesso non ne ha, ma anche mostre e presentazioni di libri, per un totale di 62 eventi sparsi tra le quattro province e organizzati in 180 realtà differenti, mentre nella sola provincia di Cremona si contano ben 20 appuntamenti in cui sono coinvolte 66 realtà organizzatrici.  

«Quando i diritti umani crollano, crolla tutto il resto. Non lasciamo che l’erosione dei diritti umani diventi il prezzo accettato dell’opportunismo politico o della competizione geopolitica. Non lasciamo che il potere scriva un nuovo regolamento in cui i vulnerabili non hanno diritti e i potenti non hanno limiti», ha dichiarato lo scorso febbraio il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in apertura della 61ª sessione del Consiglio Onu per i diritti umani: parole che il Festival fa proprie e con cui ribadisce la centralità degli strumenti di tutela e monitoraggio internazionale per contrastare l’antica legge del più forte, obiettivo cardine di queste giornate.