6 Dicembre 2025
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di LINDA GATTA - I riflettori si accendono sull'erba dello Zini, sui gesti dei giocatori, sulle espressioni dell'allenatore...ma dietro ogni partita, prima durante e dopo ogni evento l'ufficio comunicazione della Cremonese lavora a fari spenti per tenere i rapporti con il mondo grigiorosso e tutto quello che gli gira attorno: media, social, tifosi, merchandising,...L'Ora Buca è andata a scoprire numeri e segreti dietro la comunicazione di un club sportivo professionistico.

C’è un calcio che non si gioca in campo, ma dietro una tastiera, una videocamera o un microfono. Una partita fatta di parole, immagini e storie da raccontare. Ed è proprio in questo mondo nascosto che lunedì 17 novembre i ragazzi de L’Ora Buca hanno avuto la possibilità di entrare. All’interno del Centro Sportivo Arvedi, casa dell’U.S. Cremonese, la redazione ha incontrato i professionisti dell’ufficio stampa grigiorosso, coloro che trasformano emozioni e risultati in comunicazione, informazione e identità. 



Tra curiosità, domande e sguardi attenti, i membri della redazione hanno scoperto come si organizza il lavoro dietro un club di Serie A: dalle conferenze stampa alle interviste, dalla gestione dei media alla costruzione dell’immagine della società. Un’esperienza che ha aperto una finestra su un mondo dinamico e affascinante, dove la passione per il calcio incontra la precisione del giornalismo e dove i social e i media tradizionali sono veicolo non solo di informazione, ma anche di diffusione del brand. 

All’interno di una società sportiva professionistica come la Cremonese, l’area comunicazione svolge un ruolo fondamentale ed è coinvolta quotidianamente in ogni settore del club: dalla direzione generale alla biglietteria, dal marketing alle relazioni istituzionali. Tra le sue funzioni, la gestione dei media rappresenta una delle attività più delicate, che richiede rapidità, precisione e un costante coordinamento interno. 

Nonostante lo staff della Cremonese sia composto soltanto da tre figure (Paolo Loda, affiancato da Lorenzo Coelli e Sebastiano Regis), contro le circa trenta presenti in top club come Milan o Juventus, il lavoro è ugualmente articolato e complesso. Dall’esterno spesso non è percepibile, ma dietro ogni annuncio, intervista, contenuto digitale o comunicazione ufficiale esiste una pianificazione accurata. Negli ultimi anni poi il ruolo dei social network è diventato sempre più centrale.

Lo staff comunicazione della Cremonese: da sinistra Sebastiano Regis, Paolo Loda e Lorenzo Coelli

«L’attività svolta da noi sui social ha assunto un peso rilevante e spesso predominante rispetto ad altri aspetti. – spiega Paolo Loda, responsabile dell’ufficio comunicazione Nel nostro caso, negli ultimi tre anni abbiamo registrato una crescita esponenziale, sia nel numero di follower che nelle visualizzazioni dei contenuti». La presenza in Serie A ha poi contribuito in modo decisivo: nella stagione attuale la Cremonese ha già raggiunto 120 milioni di visualizzazioni sui principali canali digitali, il doppio rispetto ai circa 60 milioni ottenuti l’anno scorso.

La celebrazione del primo gol di Jamie Vardy in maglia grigiorossa sul suo profilo Instagram

Una crescita sostenuta dalla promozione e da eventi mediatici particolarmente forti, come l’acquisto del campione inglese Jamie Vardy o quello di Emil Audero, seguito da un’enorme community indonesiana, paese con grande passione per il calcio e di cui il portiere difende i colori in Nazionale. 



Nel team le competenze sono suddivise: Regis segue l’area social, mentre Coelli analizza i dati per capire quali contenuti funzionano meglio e dove concentrare la strategia editoriale. L’obiettivo è chiaro: creare contenuti che intrattengano ed emozionino, capaci di raccontare i valori del club e rafforzare l’identità digitale dei tifosi, con un occhio al marketing e ai prodotti a marchio Cremonese. «I social servono a raccontarci, a far sentire la gente parte del club e, allo stesso tempo, a far conoscere i valori dell’U.S. Cremonese. -spiega lo staff- E ovviamente hanno anche una funzione commerciale, legata al merchandising».



La settimana lavorativa dell’area comunicazione è scandita dal calendario sportivo. Ogni gara determina tempi, priorità e ritmo. Si parte con i contenuti di avvicinamento alla partita, seguono i materiali pre-gara e, nel giorno del match, la copertura live. Dopo il fischio finale arriva l’analisi post partita, seguita da interviste e approfondimenti. Nei giorni successivi, quando l’attenzione sul campo si allenta, il lavoro prosegue con contenuti extra pensati per mantenere viva la community e consolidare la presenza digitale del club.

A questo si aggiunge la gestione della comunicazione sensibile, come, spiega Loda, nel caso degli infortuni. «Anche queste situazioni non ci colgono impreparati. Abbiamo uno standard comunicativo che ci permette di dare l’informazione corretta, evitando fraintendimenti. Spesso è necessario dialogare direttamente con media e giornalisti per garantire chiarezza». 

«Se non vi date da fare e non seguite con coraggio la vostra passione, difficilmente raggiungerete i vostri obiettivi. Noi stessi abbiamo lavorato su progetti importanti e abbiamo sempre cercato di imparare e crescere»

Al termine della visita è emerso un messaggio forte, che va oltre la tecnica: passione, impegno e determinazione sono alla base di questo lavoro. Paolo, Lorenzo e Sebastiano raccontano come il loro percorso sia stato fatto di sacrifici, progetti personali coltivati con costanza e tanta voglia di migliorarsi. «Se non vi date da fare e non seguite con coraggio la vostra passione, difficilmente raggiungerete i vostri obiettivi. -sottolineano- Noi stessi abbiamo lavorato su progetti importanti e abbiamo sempre cercato di imparare e crescere».