6 Dicembre 2025
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Era stato annunciato un anno fa a Cremona e proprio a Cremona, una volta ultimato e pubblicato, Luigi Garlando è tornato per presentare il suo ultimo libro “Sandro libera tutti – Storia di Pertini, il partigiano che diventò presidente” (Rizzoli). 

Ligure di Stella, in provincia di Savona, Capo della Stato dal 1978 al 1985, laureato in Giurisprudenza e in Scienze Politiche, Pertini viene ricordato da chi ne ha vissuto l’epoca come un Presidente molto popolare, per alcuni il più amato dagli italiani tra gli inquilini del Quirinale, anche per la sua iconica partecipazione al trionfo dell’Italia ai Mondiali del 1982. 



Le nuove generazioni però non conoscono Pertini, la sua storie, le sue storie indissolubilmente legate alle vicende italiane, dalla prima guerra mondiale, al Fascismo, dalla guerra partigiana alla Costituente, fino ad arrivare al boom economico e al trionfo spagnolo degli Azzurri. 

L’iconica esultanza di Pertini per la vittoria dei Mondiali del 1982

Ecco perché la scelta del celebre giornalista della Gazzetta dello Sport di dedicare questo volume a Pertini. «In questi vent’anni di scrittura per ragazzi ho fatto un po’ l’allenatore, cioè ho costruito una squadra, una squadra di uomini importanti dai valori importanti, che ho messo in campo perché fossero ispirazione per i ragazzi. Personaggi anche molto lontani tra loro, ma c’è un filo rosso che li unisce, quello della passione. Ognuno ha identificato il suo talento, il suo ideale, ha vissuto da quell’ideale e questa è la lezione più bella che può arrivare ai ragazzi, perché la loro felicità se la giocheranno lì, cioè individuando il loro talento. In questo spogliatoio c’era una maglia che aspettava Pertini da anni e mi sembrava il momento giusto di farlo scendere in campo».

«La libertà non è un dono naturale: quando nascete respirate, quando nascete siete liberi, ma quella libertà va trattata bene e va difesa»

Il talento di Pertini, ha spiegato Garlando, è stato quello della “libertà”, la sua ricerca, la sua difesa, la sua perdita nei lunghi anni di carcere sotto il regime: una vita che è monito perché i ragazzi ricordino che «la libertà di cui godete non vi è stata data in dono naturale, come il respiro: quando nascete respirate, quando nascete siete liberi, ma quella libertà va trattata bene e va difesa».



Garlando ha raccontato Pertini citando una serie di episodi utili per tratteggiarne la persona, la personalità, le idee. Lui, laico e socialista, che ha chiesto al commesso del Quirinale di non rimuovere il crocifisso dal suo ufficio oppure la scelta simbolica di non abitare al Colle, ma di recarsi a palazzo ogni mattina a piedi: «Alcuni compagni di partito gli rimproveravano di non essere un buon politico, popolare sì ma poco abile nelle strategie: ecco, quella era la sua politica, camminare tra la gente, fare “la gallina”, che non si stacca mai da terra ma sta in mezzo ai suoi simili».

Pacifista ma combattivo e combattente. Pertini fu insignito di due medaglie al valore per aver combattuto in entrambe le guerre mondiali, ma mise la pace sempre in cima ai suoi pensieri: «Si svuotino gli arsenali, si riempiano i granai», disse nel suo primo discorso da Presidente della Repubblica (Archivio del Quirinale), pur senza dimenticare una vita avventurosa al cui confronto Mission Impossible di Tom Cruise è un documentario sulle formiche: è nato a Stella, ma poteva essere cresciuto a Mompracem come Sandokan».



Dopo l’enorme successo del volume dedicato a Falcone e dei seguenti, in “Sandro salva tutti” Garlando ha anche cambiato il suo stile, l’impostazione del racconto «per andare incontro ai ragazzi, sempre più abituati a letture social e brevi»: 100 capitoli di poche pagine, nessuna cornice di fantasia come nei precedenti lavori, nessun narratore interno, ma «una lettura-ciliegia, dove un racconto tira l’altro».

I giovani, ha spiegato Garlando, non hanno bisogno di sermoni, ma di esempi di coraggio e di onestà, di vedere un lato umano nella politica per riavvicinarsi ad essa: Pertini era questo, un Presidente tra la gente, un uomo che ha messo la vita degli altri e la coerenza in cima alla sua scala di valori.