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di REDAZIONE - Presentato nella sede di Padania Acque il progetto "Water Education", realizzato con ATS Val Padana, che coinvolgerà 600 studenti di diversi istituti della provincia. di Cremona. Attraverso la metodologia peer-to-peer i ragazzi spiegheranno ai ragazzi i segreti del ciclo dell'acqua, la sua importanza, sicurezza e tutela.

Girare il rubinetto per bere un sorso d’acqua, lavare i piatti, rinfrescarsi il viso. Un gesto semplice, di quelli che si fanno senza pensare che dietro in realtà si celi un mondo. Un mondo fatto di controlli e rigore, di tutela e verifica su quello che è il bene più prezioso per l’uomo, l’acqua, l’unico alimento (ed elemento) che ogni giorno, in molteplici forme, fa parte della nostra alimentazione.

Per capirne l’importanza e la filiera industriale e sanitaria che c’è dietro un bicchiere d’acqua, Padania Acque e ATS Val Padana lanciano un progetto, affidato ai giovani e rivolto ai più giovani: si chiama Water Education. A scuola di acqua, salute e sostenibilità ed è stato presentato nella sede del gestore della rete idrica alla presenza dei vertici aziendali e di ATS.



Saranno 600 gli studenti di diversi istituti superiori della provincia di Cremona: 27 classi in cui, attraverso la metodologia peer-to-peer i ragazzi degli ultimi anni porteranno il “valore” acqua ai loro colleghi più piccoli. Un progetto, ha spiegato il presidente di Padania Cristian Chizzoli, che «ci consente di spiegare meglio ai nostri cittadini, che poi sono i nostri utenti, il mestiere e tutte le attività complesse che stanno dietro al rubinetto. Per noi è normale aprirlo e trovare l’acqua che sgorga in quantità, ma per avere questo tipo di servizio servono oltre che risorse anche tante competenze. In questo modo cerchiamo di rappresentare una realtà di cui questi ragazzi sono proprietari, perché la nostra azienda è di tutti i comuni della provincia di Cremona».

Piero Superbi (direttore sanitario ATS Valpadana), Cristian Chizzoli (Presidente Padania Acque) e Stefano Ottolini (d.g. Padania Acque)

Ragazzi che fanno parte di una generazione particolarmente sensibile alle tematiche ambientali, ha proseguito Chizzoli, «e che si faranno loro stesi docenti nei confronti dei ragazzi più giovani: il progetto mette insieme quindi un contenuto interessante, ma anche un modo di imparare a lavorare mettendosi anche dalla parte degli insegnanti».

Cristina Somenzi, Direttore SC Igiene Alimenti e Nutrizione

Water Education «è un progetto che riguarda due settori fondamentali della nostra agenzia: salute e tutela -ha proseguito il direttore sanitario di ATS Piero Superbi, che ha insistito sull’essenzialità dell’acqua, una “determinante della salute”, in termini di sicurezza e benessere collettivo e prevenzione delle malattie. «Coinvolgere i ragazzi delle superiori in queste buone pratiche al consumo dell’acqua significa coinvolgere i cittadini del futuro», ha concluso Superbi, con Cristina Somenzi (direttore della SC Igiene Alimenti e Nutrizione del Dipartimento di Igiene e Prevenzione Sanitaria) e Gloria Molinari (funzione di coordinamento delle attività e del personale nei contesti scolastici – Struttura Promozione della Salute e Prevenzione dei Fattori di Rischio Comportamentali) che hanno spiegato più nel dettaglio il ruolo di ATS, che contribuirà a formare gli studenti delle classi terze che poi diventeranno efficaci portatori del messaggio rivolto ai compagni più giovani.



Il d.g. di Padania Stefano Ottolini ha poi spiegato la struttura e il funzionamento del progetto, in cui l’azienda «ha messo a disposizione il proprio modello industriale al servizio della didattica», che sarà portata nelle 27 classi coinvolte attraverso brevi pillole video unite a visite sul campo ai potabilizzatori e ai laboratori di analisi, in un percorso che leghi acqua, energia e ambiente.

Il progetto prevede incontri in aula con esperti del servizio idrico integrato, la fruizione di materiali didattici, tra cui video-lezioni realizzati con i professionisti di Padania Acque e ATS Val Padana e prodotti dall’Ufficio Comunicazione di ATS, visite guidate agli impianti e al laboratorio di analisi del gestore idrico, la progettazione di interventi didattici guidati dai docenti, la realizzazione di un elaborato finale e un momento conclusivo di restituzione pubblica del lavoro svolto dagli studenti. Tra le scuole superiori aderenti al progetto, presenti in conferenza Aselli, Torriani e Cr. Forma di Cremona, Galilei di Crema e Romani di Casalmaggiore.

«Che tre attori pubblici concentrino le loro attività su questo ambito è uno dei migliori investimenti che possiamo fare -ha spiegato l’a.d. di Padania Acque Alessandro LanfranchiNel rispetto dei ruoli e dei compiti, possiamo contribuire a creare una cultura sul bene pubblico sul bene acqua ma non solo sul bene acqua, sul fatto che la pubblica amministrazione è in grado di fare buone attività, costruire buone pratiche e anche essere elemento che costruisce valore e coesione sul nostro territorio».