
Miguel de Cervantes non si rivolti nella tomba se abbiamo preso il suo iconico don Chisciotte come ispirazione per il titolo e la copertina del nostro articolo: vuole solo essere un omaggio, devoto e rispettoso, ad un personaggio nei panni del quale ci siamo ritrovati tante volte negli ultimi tempi. Anzi, negli ultimi due anni e più: da quando, insomma, L’Ora Buca ha aperto i battenti, il 24 aprile 2024.
Oggi infatti è il nostro compleanno, il secondo, ed è anche l’occasione per me di tornare a scrivere su queste colonne e tracciare una sorta di bilancio di un percorso breve nei tempi, ma ricco di tappe e di distanze percorse.

Perché il cavaliere errante della Mancia?
Perché anche noi siamo un po’ visionari e sognatori, romantici fuori dal tempo e dalla realtà. Sì, perché fare giornalismo e proporre giornalismo ai giovani nel 2026 è un po’ da fuori di testa.

Perché il cavaliere errante della Mancia? Perché anche noi dell’Ora Buca siamo un po’ visionari e sognatori, romantici fuori dal tempo e dalla realtà. Sì, perché fare giornalismo e proporre giornalismo ai giovani nel 2026 è un po’ da fuori di testa, bisogna ammetterlo. Un settore in crisi di vendite e di credibilità, una professione precipitata nelle classifiche di gradimento dell’opinione pubblica e in quelle delle aspirazioni dei più giovani…
Eppure siamo qua, ancora animati da quell’istinto del salmone che ci ha mosso a risalire la corrente. Un po’ stanchi, anche questo va ammesso, perché la corrente tira forte, ma ancora qui a girare non tanto a caccia di mulini a vento scambiati per giganti, quanto di storie da raccontare e esperienze da fare. In questo L’Ora Buca è una folle, piccola realtà, che a distanza di due anni si conferma come una proposta vincente. Difficile, ma vincente.
Il nostro secondo anno è stato “denso”, è nato e cresciuto dai semi gettati nell’avvio del nostro percorso e si è tradotto nella realizzazione di tante idee che ci accompagnano sin dall’inizio, oltre che nel progressivo consolidamento di quanto già iniziato a costruire. L’ultimo periodo, in particolare, è stato esaltante, perché si sono concretizzati due progetti a cui tenevamo molto e che (concedetecelo) sono stati un successo, soprattutto se paragonati alle forze disponibili.

Il primo è stato il concorso organizzato dal nostro giornale insieme al Gruppo Giovani Industriali di Cremona. Un prova simile all’esame di Stato per diventare giornalisti professionisti, che ha attirato grande attenzione e l’adesione di 35 ragazzi provenienti da tutta la provincia di Cremona. Per loro è stata l’occasione di misurarsi con una prova “da grandi”, per noi quella di confrontarci con l’organizzazione di un evento complesso, dalla sua ideazione alla pubblicità fino alla realizzazione. Ne siamo usciti prosciugati, ma estremamente soddisfatti per la risposta ricevuta e per le sensazioni che i partecipanti ci hanno comunicato.
La seconda pietra miliare del nostro breve percorso è Smart City, il nuovo magazine video dell’Ora Buca. Ci abbiamo lavorato su per mesi e, non certo senza fatica, siamo riusciti a passare dall’idea alla sua realizzazione. Con i nostri tempi, le nostre forze, con l’aiuto di qualche amico, ma alla fine il risultato è di quelli che inorgogliscono. Perfettibile, certo, ma con un’idea e una struttura dietro. E poi, diciamocela tutta, a realizzare i servizi, allestire lo studio, girare i lanci ci siamo divertiti …ed è tutto quello che conta!
Nel mezzo ci sono i numeri e le attività che abbiamo messo in campo. Oltre 70 articoli sugli argomenti più disparati (ok, potevano essere di più, ma la qualità è in crescita), diversi nuovi collaboratori (e altri si stanno avvicinando in questi giorni), rapporti sempre più vivi con realtà editoriali e non del territorio, iniziative di redazione non strettamente giornalistiche,…insomma, ci siamo dati da fare.
Ma se si vuole crescere, bisogna guardare anche a ciò che non funziona. E magari anche domandarsi se abbia senso andare avanti. Fare proposte coinvolgenti ai ragazzi non è sempre facile, i buchi nell’acqua non sono mancati. La redazione è nutrita, ma l’ingranaggio ancora non gira fluido. Le idee e i progetti sono numerosi, le energie e le persone non altrettanto. E nemmeno le risorse che, nel nostro piccolo, servono per finanziare e far funzionare il giornale.
Don Chisciotte che farebbe?
Smonterebbe da cavallo solo perché i giganti da sfidare sono troppo grandi?
Don Chisciotte cosa farebbe? Smonterebbe da cavallo solo perché i giganti da sfidare sono troppo grandi? Per ora restiamo in sella del nostro Ronzinante e vediamo dove ci porterà. Ci saranno tratti da fare al galoppo con il vento tra i capelli, altri al piccolo trotto resistendo a caldo e fatica. Ci saranno pianure dolci e aspre salite. Speriamo di trovare un Sancho che dia ristoro e consigli e ci aiuti nella ricerca, un po’ folle sì, della nostra giornalistica Dulcinea.
PATRIZIO PAVESI
direttore L’Ora Buca





