Questo articolo fa parte di ONestamente, una serie di approfondimenti de L’Ora Buca sui temi dell’attualità giovanile: spunti, provocazioni, sollecitazioni proposti ai ragazzi per capire come la pensano. L’attività rientra nel progetto “Giovani ON: un’esperienza per crescere”, finanziato da Regione Lombardia nell’ambito del bando “La Lombardia è dei Giovani 2024” in collaborazione con ANCI Lombardia – Capofila Comune di Cremona.

Nonostante l’opinione dei giovani in merito al problema sicurezza sia condivisa e diffusa, il Prefetto di Cremona, Antonio Giannelli, basandosi sulle più recenti indagini statistiche, ci tiene a informare la cittadinanza che la situazione, in realtà, sembra essere migliorata nettamente rispetto allo scorso anno. Lo abbiamo incontrato nei suoi uffici di Corso Vittorio Emanuele: “Cremona è ancora una città sicura? Direi proprio di sì. Le statistiche non esauriscono certo l’argomento, ma la sensibile diminuzione dei reati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno mi sembra un dato estremamente significativo in proposito. In ogni caso, l’attenzione resta alta e l’impegno messo in campo dalle Forze di Polizia è costante”.

Dal sondaggio conoscitivo che abbiamo effettuato tra i nostri coetanei è risultata una visione di Cremona come molto insicura. Quali fenomeni secondo lei inducono i giovani a pensarlo? “I dati relativi ai crimini commessi fotografano la condizione della sicurezza. Altra cosa è la percezione della sicurezza da parte dei cittadini. Al riguardo e non a caso, negli ultimi mesi, abbiamo ulteriormente intensificato non solo la presenza delle Forze di Polizia , ma anche fatto sì che questa presenza fosse ancor più avvertibile da parte della cittadinanza attraverso una accresciuta visibilità nei giorni e orari di maggiore frequentazione degli spazi pubblici”.
Una visibilità, ha spiegato il Prefetto, fatta da “più operatori di Polizia in strada, maggiore videosorveglianza, specialmente nei luoghi particolarmente sensibili, più illuminazione di questi ultimi oltre che, in generale, degli spazi pubblici” che “rappresentano alcune delle azioni utili all’incremento del livello di sicurezza di un territorio, anche solo percepita”.


Un intervento sul territorio che bilancia prevenzione e repressione dei reati. “L’attività di prevenzione rappresenta un presupposto essenziale in funzione del raggiungimento di risultati positivi. Un’attività, costante e attenta, che naturalmente trova poi nella repressione un essenziale completamento. Tuttavia, la questione non si esaurisce nell’azione delle Forze di Polizia e nell’applicazione del Codice Penale.”, spiega Giannelli.
«Ho piena fiducia nei giovani.
La maggioranza delle nuove generazioni osserva le regole e si dedica allo studio, allo sport e a molte altre iniziative costruttive, impegnandosi nella costruzione del proprio futuro»
“Una premessa è doverosa: ho piena fiducia nei giovani. La stragrande maggioranza delle nuove generazioni osserva scrupolosamente le regole e si dedica quotidianamente allo studio, alle attività extrascolastiche, allo sport e a molte altre iniziative costruttive, impegnandosi con passione e determinazione nella costruzione del proprio futuro. La ragione di taluni comportamenti delittuosi da parte dei più giovani è prima di tutto culturale, in special modo a fronte della mancanza di punti di riferimento riconosciuti. Più volte ho detto che occorre una svolta culturale e pedagogica per evitare che taluni comportamenti delittuosi o anche semplicemente incivili rappresentino essenzialmente un modo per riempire vite annoiate. Accanto a interventi concreti di controllo da parte delle Forze dell’Ordine occorre una rinnovata consapevolezza dei cittadini del fatto che la legalità si ritrova nei gesti quotidiani di quanti, con il loro esempio, testimoniano nei fatti anche ai giovani i valori fondanti la comunità di riferimento”.


È possibile che un problema soprattutto delle grandi città sia vissuto come tale, quasi “di riflesso”, anche nel locale, dove invece non pare esserci una reale emergenza sicurezza?
Dati contro percezione, dunque, realtà contro sensazioni. Ma anche grandi città e piccoli centri, raccontati attraverso i media. Data la differenza tra effettivi pericoli e percezione di questi ultimi, è possibile che quello che nelle cronache è un problema soprattutto delle grandi città sia vissuto come tale, quasi “di riflesso”, anche nel locale, dove invece non pare esserci una reale emergenza sicurezza? A dare una risposta, non l’unica né esaustiva, sono ancora i ragazzi. “Di recente ho avuto l’occasione di andare a Roma per le vacanze estive e la ritengo una città meno sicura rispetto a Cremona.”, ci racconta Sophia Rroku, che ha provato sulla sua pelle la presenza effettiva ed evidente di fenomeni criminali e gravi disagi sociali, che a Cremona non sembrano risultare così evidenti. “Ho potuto per mia sfortuna assistere a una scena di borseggio e pestaggi sulla metro, luogo molto affollato e dispersivo, e questo mi ha mostrato quanto una realtà così grande possa essere diversa e, in questo caso, più pericolosa della mia. Mi ha incuriosita poter riflettere su questo aspetto”, aggiunge la studentessa del Liceo Anguissola, “perché il timore che avevo salendo sulle metropolitane della capitale era completamente differente rispetto a quello che provo camminando per le strade di Cremona: credo che il primo fosse un sentimento più concreto, effettivo, alimentato dal fatto che lì la problematica è visibile anche per un comune turista, non può passare inosservata”.

Altra metropoli a rischio, non troppo distante dalla nostra città è Milano, recentemente visitata da Giulia Gozzetti: “Se penso a città come Milano, che ho avuto l’occasione di vedere dopo tanto tempo ,è contaminata da scenari nettamente peggiori rispetto a quanto visibile in una piccola città come la nostra. A Milano il livello di criminalità e degrado in alcune zone e orari è incontrollato e incontrollabile, purtroppo il problema si sta diffondendo a macchia d’olio, mettendo a repentaglio la sicurezza di chi, quella città, l’ha sempre vissuta diversamente. Naturalmente se devo pensare ad un paragone tra questo ambiente e quello che vivo quotidianamente noto una grande differenza, ma questo non mi rassicura completamente”, conclude la studentessa del Liceo Anguissola, “non siamo ancora davanti a episodi gravi che accadono ogni giorno, ma c’è un’atmosfera di insicurezza che si fa sentire che non dovrebbe esserci”.
Per approfondire: ONestamente, Cremona è ancora una città sicura? (PRIMA PARTE)
