Progetto senza titolo
di FRANCESCO BRANCACCIO - Arrivare sul tetto del mondo, all'apice di una carriera costellata di successi e milioni di dollari, il tutto senza dimenticarsi delle proprie origini. Anzi, cercando di creare opportunità di crescita e successo anche per chi, a differenza di Jaylen Brown, non è nato con il dna del campione.

Martedì 18 giugno, in Italia è notte fonda mentre in America si sta scrivendo un nuovo capitolo della storia del basket: Dallas non ferma Boston, i Celtics vincono anche gara 5 delle finals e conquistano il titolo di campioni per la 18° volta, superano i 17 dei Lakers e raggiungono il maggior numero di titoli NBA. Il match della vittoria in casa finisce a 106-88 e chiude la serie sul 4-1. Mavericks dominati dall’inizio alla fine (con un massimo vantaggio di +26), Tatum migliore in campo e l’altra stella, Jaylen Brown, premiata come MVP delle Finals.

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Il venerdì successivo si è svolta una sfilata per le strade della città del New England che ha visto più di 1 milione di tifosi a celebrare il titolo dei Celtics. Tra i pullman dei giocatori, ne spiccava uno in particolare, diverso dagli altri: uno scuolabus in perfetto stile americano, di quelli gialli con le strisce nere che si è soliti vedere nei film, dietro al quale c’è una storia che merita di essere raccontata, fatta di amore per il basket e di una scommessa sui giovani, un desiderio di costruire una società migliore.

Jaylen Brown, ala-centro dei Celtics, uomo che ha raggiunto grandissimi risultati sia nello sport che nello studio, ha deciso di investire in modo attivo nel sociale creando 7uice Foundation, un’organizzazione che mira a garantire a tutti i giovani delle comunità afroamericane le stesse opportunità dei loro coetanei, superando le barriere storiche e culturali che ci sono sempre state nel campo dell’educazione, di crescita personale e di possibilità future a cui possano aspirare.

Una delle iniziative proposte si chiamaBridge Program: nato nel 2020, collabora con istituzioni, enti e leader del sociale per giovani tra 14 e 19 anni. Opera in varie città con progetti personalizzati che corrispondano alle necessità del luogo, promuove percorsi extra scolastici con metodi innovativi con l’obiettivo di migliorare l’istruzione dei ragazzi tramite percorsi gratuiti in aule all’avanguardia, gli garantisce aiuti economici per il college e li mette in contatto, facendo appunto da “ponte”, con enti per aprire loro possibilità lavorative.

La proposta del programma fondato e finanziato da Brown si articola in tre macro-aree: Leadership & Activism, Health and Wellness e Intersection of Science/Tech & Justice a cui si aggiunge Virtual Arts & Theatre. La prima vuole avvicinare i ragazzi partecipanti ai progetti a personaggi di spicco impegnati nel sociale per promuovere un cambiamento collettivo; la seconda (con attività di yoga, meditazione, laboratori espressivi di alfabetizzazione emotiva) punta a coltivare competenze di mindfulness, comunicazione narrativa e permettere una crescita personale. Avvicina poi i giovani ai più recenti strumenti tecnologici e a tematiche di giustizia sociale per affrontare le sfide più urgenti dei giorni d’oggi.

Jaylen Brown non ha solo fondato tutto questo, ma è anche il primo che dedica il suo tempo per stare con questi ragazzi, lavorando per il loro futuro e, nell’istante più importante per un giocatore di basket americano, la vittoria del titolo NBA, ha voluto proprio loro con sé per festeggiare, rendendo un altro momento della loro vita indimenticabile, perché, prendendo le sue parole: “Che voi ragazzi siate qui è importante per me, voi rappresentate la prossima generazione. Tutto ciò che faccio è cercare di rendere il mondo un posto migliore”.