16 Gennaio 2026
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di ALICE MAINARDI - Se c'è una cosa che accomuna giovani e adulti, filosofi e pragmatici, è forse l'incapacità di comprendere quel gran garbuglio di emozioni, sfarfallii e lacrimazioni incontrollate che è l'amore. Da qualche parte però bisogna pur cominciare: noi lo abbiamo fatto chiedendo agli adolescenti cosa ne pensano.

Che cos’è l’amore? Una domanda molto complicata a cui rispondere se si prende in considerazione la grande unicità con cui ciascuno vive questo sentimento, in base all’età, alle esperienze personali e probabilmente anche al background educativo e culturale. Anche i più grandi filosofi farebbero fatica a dare una risposta esaustiva e mirata a questa domanda e, nonostante tutti noi amiamo qualcuno o qualcosa, trovare una definizione calzante e universale sembra impossibile. Lo stesso Platone, nel Simposio, presenta l’amore non come un concetto assoluto, ma come un’esperienza soggettiva, che evolve attraverso le fasi della vita.



Ancora più sfidante è cercare di comprendere il sentimento dell’amore percepito dagli occhi di un adolescente. Quando si pensa all’adolescenza si può affermare a ragion veduta che sia il periodo delle prime volte e, sí, anche dei primi amori. Tutto è nuovo, ci si butta in un “gioco” di cui non si sanno le regole. Così, per cercare di delineare un quadro il più completo possibile, abbiamo intervistato quattro ragazzi tra i 14 e i 18 anni, i cui nomi sono stati cambiati per privacy.

A tutti e quattro abbiamo  chiesto di dare  una definizione di amore e alcune risposte sono state decise e chiare. Laura, 18 anni, ad esempio, lo definisce come “il sentimento fondamentale che ci anima e ci rende esseri umani”,  d’altro canto Emma, che di anni ne ha 14 anni, sostiene che sia il supporto continuo, nonostante tutto e tutti, della persona che hai accanto. Gli altri due intervistati, Giorgio, 17 anni, e Lucia, 18 anni, ritengono che sia riduttivo dare una definizione a un sentimento che gode di così tante interpretazioni. Si sa, il concetto di amore non concerne solo la relazione con il proprio partner, ma si declina in diversi rapporti che possono spaziare da quelli familiari a quelli amicali e, in senso ancora più ampio, a passioni che non si focalizzano su un essere umano, talvolta neanche su un essere vivente, ma su una disciplina, un’arte, un luogo.

Una diffusa credenza riconosce il periodo adolescenziale come il tempo della leggerezza e dell’assenza di impegno all’interno di una relazione: si è giovani e spensierati e non si ha intenzione di costruire qualcosa di serio e duraturo avendo davanti a sé la prospettiva di una vita intera. La psicologa Aurelia Gagliano sottolinea che, durante l’adolescenza, l’amore assume forme variegate e spesso idealizzate, poiché nasce dal bisogno di essere visti e accolti più che da una reale conoscenza dell’altro. In realtà tutti e quattro gli intervistati sono in disaccordo con il luogo comune di un amore disimpegnato e ritengono che a sancire i termini di una relazione siano proprio le intenzioni delle persone stesse. Ci sono adolescenti non disposti a impegnarsi, altri, invece, hanno a cuore i bisogni e i sentimenti del proprio partner e questo interesse si traduce nel desiderio di una relazione a tempo indeterminato.  Contrariamente allo stereotipo dell’amore volatile e passeggero, studi psicologici (come quelli della professoressa Emanuela Confalonieri)  mostrano, infatti, che le relazioni sentimentali in adolescenza possono essere molto impegnative dal punto di vista emotivo e permettono lo sviluppo della cosiddetta “competenza romantica”, ovvero la capacità di gestire relazioni affettive sane. 

Ciò che molto spesso trae in inganno è il vasto lessico utilizzato dagli adolescenti per definire le loro relazioni amorose. Secondo la psicoterapeuta Fanny Migliaccio, è fondamentale riconoscere che l’adolescente esplora l’amore attraverso linguaggi propri, spesso poco decifrabili per gli adulti. Quando, allora, si può parlare di amore, frequentazione, innamoramento e relazione? Abbiamo chiesto di fare un po’ di chiarezza e quasi tutte le risposte sono state concordi. La frequentazione precede la relazione e prevede il primo scambio di messaggi e le eventuali uscite: è una fase cruciale per capire se si aspira a un ipotetico rapporto amoroso.

La fase dell’innamoramento invece non è scevra dalla relazione, ne è la parte iniziale e via via si attenua, costringendo i partner a vedere l’altro per quello che è, difetti annessi. In conclusione amore e innamoramento sarebbero strettamente legati. Una risposta fuori dal coro (rispetto al ristretto campione che abbiamo preso in considerazione) è quella di Lucia, che sostiene che “l’amore si può provare un po’ per tutto, mentre l’innamoramento è più profondo perché ti coinvolge in un tornado di emozioni che, distogliendoti dalla vita frenetica, ti permette di concentrarti solo su una persona”.



Quando si parla di adolescenti, si sa, bisogna anche considerare il contesto in cui sono immersi, tra social, serie tv e film. Abbiamo chiesto a Laura, Giorgio, Emma e Lucia se la loro visione dell’amore ne fosse influenzata e le risposte sono state affermative: l’idealizzazione del sentimento amoroso molto spesso ha portato a grandi delusioni, portando i ragazzi a scontrarsi con una realtà molto differente dai copioni delle rom-com.

Molto spesso vorrei che la mia relazione fosse come quella nei film dove sembra tutto perfetto”, confessa Laura, “Non è per niente così e il fatto di avere questa utopia spesso mi porta a dipingere la mia relazione sotto una luce negativa o mi illude, facendomi rimanere male”. 

Anche la pressione di avere una relazione in età adolescenziale,  mossa dalla società o, come già evidenziato, da film o social, grava su molti adolescenti: Giorgio sostiene infatti che un forte aspetto negativo della nostra generazione sia quello di bruciare le tappe, non riuscendo a godersi l’adolescenza con i dovuti tempi: se prima, a 12 anni, si pensava a giocare ad essere fidanzati, oggi alla stessa età si parla di vere e proprie relazioni.

Affrontata la questione relativa all’odierna necessità di avere una relazione e all’impatto di social e film, abbiamo voluto chiedere agli intervistati come vivano i loro rapporti amorosi e quanto i loro amici influiscano su questi. Tutti e quattro concordano che gli amici stretti debbano essere ascoltati, in quanto persone esterne alla relazione, con una visione lucida dei fatti; tuttavia non possono essere i primi fautori di una decisione riguardo il legame di coppia: possono, quindi, dispensare consigli e pareri, ma non hanno il diritto di intromettersi.

Gli adolescenti non amano classificare la veridicità e la purezza del sentimento in base all’età: le discriminanti di un amore autentico sono le intenzioni delle persone che si impegnano nel costruirlo giorno dopo giorno

L’ultima domanda che abbiamo posto agli intervistati voleva essere una provocazione. Paragonando i tempi odierni con quelli passati, si può dire che al giorno d’oggi ci sia una maggior libertà nel vivere le proprie relazioni, infatti non ci si fidanza con l’obbligo di doversi sposare e non c’è la pressione di dover mettere su famiglia in tempi ristretti. Si può quindi pensare che i giovani siano inviati dalla società e dalle sue tendenze ad accogliere con più leggerezza un ipotetico rapporto, così abbiamo chiesto se vedessero ciò come una cosa positiva o meno. Emma crede che sia un aspetto molto positivo: questa maggior libertà infatti si traduce, a suo modo di vedere, nel vivere delle esperienze più genuine e pure, senza l’incombenza di un impegno così importante come il matrimonio. Laura, invece, sostiene che possa essere anche uno svantaggio nel momento in cui il binomio leggerezza e libertà porta a dimenticare i sentimenti e le necessità del partner, nell’ottica di un impegno temporaneo e non duraturo.

In conclusione l’argomento dell’amore, così vasto e complicato, viene percepito come tale anche dagli adolescenti, che non amano classificare la veridicità e la purezza di questo sentimento in base all’età di un ragazzo o una ragazza: le discriminanti di un amore autentico sono le intenzioni delle persone che si impegnano nel costruirlo giorno dopo giorno. L’amore adolescenziale può portare ad agire da impacciati, ad avere spesso titubanza nell’affrontare per la prima volta un vortice di emozioni a cui non si era pronti, ma non per questo non va considerato amore.