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di CARLO ALBERTO CHIAVEGATO - Radunare giovani da tutta Italia, ospitarli in tenda, a contatto con quella Terra per la quale si chiedono loro idee per un futuro migliore: è quello che ha proposto Conthackto nell'hackathon "Villaggio Futuro" organizzato presso H-Farm. Presente anche una delegazione cremonese: ecco cosa è uscito dalla tre giorni di confronto.

Più di cento i giovani protagonisti, un’occasione di confronto tra ragazzi delle scuole superiori e dei primi anni di università provenienti da tutta Italia, nell’arco di tre giorni (dal 31 maggio al 2 giugno), culminati con l’annuncio dei vincitori del contest: è l’Hackathon “Villaggio Futuro” organizzato dall’ecosistema educativo Conthackto, in collaborazione con l’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) ed il progetto dello stesso ente Ecosistema Futuro, presso H-Farm College vicino a Mestre (VE). 

Conthackto è il principale promotore di questa iniziativa anche perchè si occupa di organizzare hackathon in giro per l’Italia ogni mesi, rivolgendosi a giovani e a professionisti, da alcuni anni. Specializzato in questo ambito intende trovare il “talento”, che a detta dei founder “è ovunque, mentre le opportunità no”.



Ma perchè “villaggio futuro”? “Villaggio” perché l’iniziativa prevedeva l’utilizzo di tende da campeggio per il soggiorno dei ragazzi (anche se a causa di imprevisti legati al meteo non è stato possibile usufruirne e quindi si è dovuto procedere ad alloggiare in sale comuni). “Futuro” perché al centro delle discussioni sono stati cinque i temi legati al mondo del domani: Parità di genere, Clima e sostenibilità, Education, AI e tecnologia, Partecipazione all’Italia del futuro.

A prendere parte all’iniziativa anche una delegazione numerosa di studenti cremonesi, provenienti da scuole di Cremona e Casalmaggiore tra cui il Liceo G. Aselli e l’IIS G. Romani.

La delegazione cremonese presente all’H-Farm

Le giornate si sono sviluppate attorno alle sfide lanciate dall’organizzazione. Domenica sera la presentazione dei temi, dopodiché i partecipanti si sono divisi casualmente in gruppi da quattro. Da quel momento, 24 ore di tempo per elaborare idee e progetti legati alle tematiche assegnate, con ogni strumento a disposizione: dalle piattaforme digitali al più tradizionale carta e penna. Al termine della giornata successiva, spazio alle presentazioni: ciascun team si è misurato davanti a una giuria adulta, con tre minuti a disposizione per illustrare il proprio progetto.

Dalla valutazione dei giudici sono emersi i primi cinque posti (non in ordine di importanza) che hanno avuto la possibilità di accedere alla finale.

Sul fronte dell’impegno giovanile, spicca Westay, l’app progettata da uno dei gruppi finalisti per contrastare la scarsa partecipazione giovanile alla vita civica e sociale. La soluzione: una piattaforma che raccoglie e segnala eventi e opportunità per ragazzi su tutto il territorio nazionale – dagli hackathon alle iniziative progettuali – con un sistema di basato su punti, convertibili in premi al raggiungimento di soglie di partecipazione. 

Interessante anche l’idea che sta dietro Maieutica, un’applicazione da portare nelle scuole con l’obiettivo di rimediare ad una sempre più emergente problematica: l’uso sfrenato di AI senza utilizzo di pensiero critico. L’app si rivolge a studenti e insegnanti con una doppia interfaccia: una per i ragazzi, che possono avvalersi di un’AI di supporto allo studio senza delegarle il lavoro, e una per i docenti, che possono monitorare i progressi e il percorso di apprendimento di ciascuno. 



Impronta verde è invece la proposta del terzo gruppo finalista: un’applicazione che viene incontro al problema dell’inquinamento da rifiuti vicino alle spiagge e che mira a dare la possibilità a tutti di segnalarne la presenza ed organizzarsi per effettuare operazioni di cleanup, trasformando la tutela ambientale in un’azione collettiva e accessibile.

Fuori dallo smartphone e tra la gente è invece l’idea di Agorà, che reinterpreta in chiave digitale il dibattito scolastico. Il progetto prevede la creazione di spazi strutturati di confronto nelle scuole per allenare il pensiero critico, con l’AI nel ruolo di giudice, non di sostituto, capace di fornire feedback sulle argomentazioni degli studenti e accompagnarne la crescita. 

Infine I Pistacchi, titolo sicuramente originale, che porta in campo il tema dell’orientamento e del benessere scolastico. La proposta mira a superare il voto numerico per dare più spazio ad una valutazione descrittiva e alle competenze trasversali, introduce la possibilità per gli studenti di visitare liberamente altri istituti durante le ore di lezione e potenzia i percorsi di orientamento. A completare il quadro, l’istituzione di caffè pedagogici all’interno delle scuole, pensati come spazio di dialogo aperto anche ai genitori.

A seguito delle presentazioni e del premio finale, cioè una scontistica del 30% su tutti i corsi estivi di H-Farm, la giuria dopo essersi ritirata di nuovo ha dichiarato vincitrice la squadra Maieutica.