Raccontare l’attualità a voce, un giorno alla volta. È questa la missione di Francesco Giambertone, giornalista e conduttore di Giorno per Giorno, uno dei podcast del Corriere della Sera che ogni mattina per 20 minuti accompagna gli ascoltatori con analisi e approfondimenti di notizie quotidiane. Il giornalista si racconta a L’Ora Buca: il suo percorso professionale, il processo di realizzazione dietro il programma e la sfida di trasformare le notizie in un’esperienza interessante e non monotona.

Milanese, 35 anni, Giambertone sin dalla giovinezza nutre una passione per il giornalismo: “Ho frequentato il liceo classico, volevo fare il giornalista sportivo, questa era un po’ la mia idea”, dichiara infatti il conduttore, “Dopo il diploma ho fatto la laurea triennale di Linguaggio dei Media alla Cattolica, quindi più o meno Scienze della Comunicazione, ma con un curriculum più o meno già diretto al giornalismo. Poi ho fatto un master biennale alla scuola di giornalismo Walter Tobagi a Milano, ma già a 19 anni avevo iniziato a lavorare, collaborando con siti che si occupavano prevalentemente di calcio e sport. Ho proseguito con un sito di cronaca a Milano, per allargare un po’ le prospettive, e ho fatto qualche stage, uno a Sportmediaset, un altro al sito di Sky Sport”.

Tra collaborazioni, sostituzioni estive e trasmissioni televisive, nel 2019 Giambertone decide di rimanere al Corriere, lavorando inizialmente agli esteri, e poi assumendo definitivamente nel 2022 la sua attuale posizione ai podcast, a cui stava già lavorando come collaboratore. “Il mio passaggio dagli esteri ai podcast è stato quasi casuale in un certo senso, ma in realtà ero molto felice di andare in questa redazione molto piccola, perchè avevo già scoperto questo mondo da un po’ e mi stava piacendo. Avevo anche il sogno di fare un podcast mio, e quindi quando è capitata questa occasione ho accettato volentieri; nel 2023 ho anche condotto una serie, Diabolica”. Si trattava di una serie di 7 puntate sul celebre caso della “coppia dell’acido”, che nel 2014 sconvolse Milano.
La vera scintilla che però ha provocato la passione e l’interesse del giornalista nei confronti del mondo della radiofonia è stata la celebre serie di podcast true crime “Veleno” di Pablo Trincia. “Nel 2017 era una totale novità nel mondo del giornalismo italiano sia come mezzo che come tipologia di racconto, era un’inchiesta raccontata tutta solo in audio, con un grande lavoro sulla qualità delle musiche e delle registrazioni. Ebbe un effetto dirompente su di me, perché era molto emozionante, quindi da questo ho capito che il mezzo mi piaceva tantissimo”. Da qui dunque, entrando nella redazione del Corriere della Sera guidata da Tommaso Pellizzari, Giambertone si è inserito nella serie di Giorno per Giorno e la conduce dal 5 febbraio dell’anno scorso.


Ma come nasce questo podcast? Giorno per Giorno è l’evoluzione del precedente podcast intitolato Corriere Daily, condotto precedentemente da Pellizzari: “il Corriere della Sera lo voleva rinnovare , il mio capo non ci teneva a continuare a condurlo, io avevo già fatto un podcast che era andato molto bene, Diabolica: è stata una naturale conseguenza che passassi a condurlo io”. Questo cambiamento, oltre che per il nome, ha comportato varie modifiche all’interno dell’organizzazione del podcast stesso: “La differenza più marcata è che Corriere Daily, anche se quotidiano, aveva una programmazione quasi settimanale: ci trovavamo il lunedì e più o meno programmavamo ciò che avremmo fatto nella settimana. Ciò comportava il fatto che non potessimo stare sulla stretta attualità, era più un podcast di approfondimento. Ora decidiamo letteralmente giorno per giorno di cosa parlare, il podcast è più legato all’attualità”.
Le differenze d’organizzazione tra il vecchio e il nuovo programma radiofonico si riflettono dunque anche nel processo di realizzazione di Giorno per Giorno. Tutto inizia con una riunione mattutina predisposta dalla direzione del Corriere, in cui si propongono gli argomenti su cui lavorare. In seguito inizia la vera e propria produzione: “Al pomeriggio studio un po’ gli argomenti e iniziamo a fare le registrazioni che durano dai 7 ai 20 minuti, di cui poi io e il mio capo selezioniamo le parti più importanti e ci costruiamo intorno il mio parlato La registrazione avviene alle 20 circa, poi è la casa di produzione esterna al Corriere che lo monta seguendo le nostre indicazioni”.

“La parte più difficile è trovare le tre storie di cui parlare nel podcast”, spiega Giambertone, “trattarle in modo che non siano superate dagli eventi, essendoci 12 ore di distanza tra la pubblicazione della registrazione e il momento di maggior ascolto: cerchiamo di far sì che le notizie trattate siano ancora interessanti il mattino dopo. Se sappiamo che certi eventi durante la notte possono cambiare, non li trattiamo: non abbiamo i tempi tecnici per essere più “freschi””. Proprio a causa dei tempi di preparazione così ridotti, spesso si rivela complesso anche introdurre all’interno dei podcast testimonianze di terze parti: ”Riuscire ad organizzare oggi su domani un’intervista ad esterni è un po’ complicato per questioni di tempistiche; a volte succede, però cerchiamo di valorizzare il fatto che abbiamo tante persone competenti nelle varie materie e che quindi possono raccontare delle cose di cui si occupano”.

E se le tempistiche dell’uscita del podcast sono così regolari e fiscali, Giambertone considera invece la voce uno strumento flessibile e modulare, che deve parlare con semplicità e autenticità: ”Non credo che nei podcast sia così importante avere una dizione corretta. Io ho chiaramente un’inflessione milanese, che serve a connotare il conduttore: la dizione perfetta è un po’ spersonalizzante, somiglia a quella dei doppiatori dei film e nessuno in realtà parla così”. Tuttavia rimane necessario assumere una certa intonazione: “Bisogna cercare di non essere monotoni, mettere gli accenti su certe parole, marcare certi concetti con pause, dare espressività alla voce… Non ho mai studiato per questo, mi è stato insegnato sul campo dal produttore Carlo Annese, e poi l’avevo già fatto un po’ in televisione… o si è portati oppure no”.

E per quanto riguarda la scelta musicale? Quanto influisce? “Intervengo poco su questo aspetto, fa tutto la casa di produzione: deve essere coerente, è un accompagnamento, però la musica può essere più importante in un podcast di testimonianze vive, lì può dare pathos, suscitare emozioni.”.
L’essenza di Giorno per Giorno risiede nell’ingegnosità e autenticità del contenuto. Francesco Giambertone, però, non nasconde che la realizzazione del podcast non sia privo di inciampi: ”Mi è capitato di fare puntate con segmenti più deboli, perché non tutte le ciambelle escono col buco. Non sempre puoi trovare il collega che ti può dar retta o aiutare a fare una registrazione sulla storia che volevi tu, e quindi ne devi fare un’altra. A quel punto cerco io di integrare per completare il discorso. Il caso del ragazzo recentemente morto in moto a Milano, per esempio, è quello in cui siamo partiti dalle proteste iniziate dal quartiere Corvetto; abbiamo parlato di quello che si sapeva fino a quel momento, che però era un po’ diverso da quello che si è saputo dopo e per questo abbiamo fatto una nuova puntata raccontando più nel dettaglio tutto l’accaduto”.
Questo processo riflette l’approccio di Giorno per Giorno, che combina la necessità di raccontare i fatti in tempo reale con l’attenzione ai dettagli e alla comprensione più ampia degli eventi. Nel ritmo serrato della produzione quotidiana, ogni episodio diventa così un tassello che si lega al precedente, contribuendo a costruire un quadro sempre più completo e approfondito dell’attualità.