Ultracon copertina
di BEATRICE NOBILE - Parcheggi pieni, alta affluenza di pubblico, tra gli stand divertimento colori e curiosità...eppure uno spettro si aggirava negli spazi espositivi dell'ultima edizione di Ultracon: quello dell'intelligenza artificiale generativa, che si insinua e minaccia anche il mondo di anime e fumetti e rischia di danneggiare i veri artisti del settore.

Domenica 12 gennaio si è conclusa la terza edizione della fiera del fumetto Ultracon, una due giorni interamente dedicata al mondo della cultura pop. Come gli scorsi anni, il polo fieristico di Cremona ha offerto un’estesissima area videogiochi, tra cabinati, retrò e più moderni e una postazione di prova di visori 3D. Quasi altrettanto estesa l’area dedicata ai giochi da tavolo e l’esposizione di Lego, senza contare i numerosi stand di merchandising e fumetti, due artist alley (gli spazi riservati agli artisti indipendenti) e l’angolo wrestling, dove gli sfidanti in cosplay hanno dato vita a match tra i personaggi più disparati.



Per tutta la durata dell’evento, sui vari palchi della fiera, si sono alternati workshop e discussioni con gli ospiti (tra cui Jack Gleeson, attore che ha interpretato Joffrey Baratheon nella famosa serie “Il Trono di Spade”). Un palco kpop con musica e danza, affiancato dagli stand degli artisti specializzati in merchandising a tema, un’area cosplay forse un po’ spoglia, ma comunque in grado di coinvolgere il pubblico con l’immancabile gara: nel complesso un buon assortimento di proposte, ma nulla di particolarmente originale.

Tutto questo per un biglietto giornaliero dal costo di 15 euro, ormai un prezzo di norma per le fiere di questo tipo, anche se forse un po’ eccessivo considerando le spese che immancabilmente un visitatore dell’evento sostiene (anche la foto con Jack Gleeson, ad esempio, richiedeva l’acquisto di un biglietto aggiuntivo oltre a quello di ingresso). Ciononostante, l’evento ha riscontrato una notevole affluenza, sia tra gli appassionati dell’ambiente fieristico, sia tra curiosi e famiglie desiderose di passare un weekend alternativo.

Francesca Follini e altri membri del Centro del Fumetto Andrea Pazienza nel loro stand

Ma quali difficoltà può portare una fiera così ricca di proposte per un autore che desidera esporre le proprie opere? Ci risponde Francesca Follini, fumettista ed insegnante presso il Centro del Fumetto Andrea Pazienza di Cremona, rappresentato in fiera da uno stand con i fumetti e gli autori del centro. “Il fatto che le fiere stiano diventando un calderone di elementi nerd porta a chi fa fumetti come me un po’ più di difficoltà ad emergere: per cui magari il pubblico è di più, ma meno interessato. Qui puoi colpire chi ha una passione un po’ più superficiale, non è detto che non possano appassionarsi. La sfida è quella di portare le persone a scoprire cose nuove.”.

Un altro ostacolo potrebbe essere rappresentato dalla crescente diffusione di illustrazioni e merchandising realizzati tramite l’intelligenza artificiale generativa, che fonde stili e concept di immagini preesistenti per crearne di nuove, quasi sempre senza il consenso degli artisti dietro alle opere prese come base. Oltre a presentare un’infrazione del copyright, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale generativa non richiede nessun talento artistico o sforzo tecnico e non ha alcun legame personale con chi ne fa uso. In un ambiente come quello fieristico, il cui scopo è quello di diffondere arte e cultura, l’intelligenza artificiale generativa non dovrebbe avere spazio. Concorda anche Francesca Follini, ma ci spiega che non si tratta di una novità. 

Chiaramente c’è tutta una serie di gadget e altro che ne sono stati influenzati, però da quel punto di vista non c’è tanta differenza con il furto delle immagini degli autori che già c’era… E’ un brutto meccanismo che già c’era e adesso ruba qualcosa che già rubava, semplicemente in modo diverso”.

Gli stand che vendono merchandising realizzato con immagini prodotte da artisti senza la loro autorizzazione sono da sempre purtroppo molto diffusi (un esempio lampante sono i venditori di “lucky bag”, buste a tema anime che, per un costo spropositato, offrono un certo assortimento di piccoli gadget, tutti realizzati senza il consenso degli autori). “Torniamo a guardare anche i fumetti, questo è l’invito a chi viene alle fiere” esorta Francesca Follini.



In generale cercare di supportare i vari artisti, i veri protagonisti delle fiere del fumetto. A maggior ragione con l’emergere dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, è sempre più difficile farsi notare nel settore e, per alcuni, le fiere sono le poche occasioni di far conoscere le proprie creazioni.

“Torniamo a guardare anche i fumetti, questo è l’invito a chi viene alle fiere”

E il pubblico cosa ne pensa? Dai pareri intercettati tra gli stand emerge che, senza dubbio, eventi come Ultracon sono opportunità di socializzazione e divertimento: per tante persone si tratta di occasioni per incontrare amici con passioni in comune, ascoltare discorsi su argomenti di interesse, provare giochi nuovi e ovviamente anche acquistare qualcosa di originale. Ma non solo: le fiere del fumetto sono luoghi che celebrano la creatività. Artisti, scrittori, cosplayer, ma anche i vari ospiti del settore: tutti potenzialmente concorrono a “fare cultura”. Come ci ricorda Francesca Follini, sta poi a chi fruisce saper filtrare e valutare quanto viene proposto a livello qualitativo.