
Nonostante sia una piccola realtà, Cremona ha dimostrato a più riprese di farsi grande nello sport. Nella mattinata di sabato 3 ottobre se n’è avuto ulteriore conferma, con il polo cremonese del Politecnico di Milano che ha ospitato un convegno dedicato al delicato equilibrio tra vita scolastica e sportiva.
L’incontro, organizzato dall’associazione Cremona Runners, è stato introdotto da diverse figure istituzionali, tra cui rappresentanti di università, Comune, Fidal e Coni. I veri protagonisti dell’evento, però, sono stati gli atleti ospiti, che hanno raccontato alle classi dei licei Manin e Aselli presenti in aula magna la loro esperienza, ma soprattutto il loro obiettivo, i prossimi giochi olimpici statunitensi, al centro del titolo dell’incontro: Road to Los Angeles 2028.


Ciascuno di loro ha offerto spunti preziosi rispondendo alle domande degli studenti. La specialista cremonese dell’eptathlon Sveva Gerevini ha sottolineato quanto sia importante circondarsi delle persone giuste, perché «il proprio talento può regalare gioia a chi ci sta intorno. È fondamentale imparare ad ascoltare chi ci vuole bene, tanto quanto il proprio corpo».
Sulla conciliabilità tra studio ad alto livello e carriera agonistica è intervenuta Micol Majori, terza nei 5000 metri agli ultimi Europei. «Lo sport è diventato un lavoro proprio negli anni dell’università e il Politecnico mi ha supportata venendo incontro alle mie esigenze».
Emozionante e profondo l’intervento di Ilyas Aouani, recordman e campione europeo di maratona, che ha esortato i giovani a credere nelle proprie capacità. «Il sistema in cui viviamo è progettato sullo standard: non fatevi convincere che non avete talento e non fatevi svalutare, il vostro potenziale è enorme». Poi, il giovane italo-marocchino ci ha spiegato la splendida filosofia dietro i suoi successi: «Innamoratevi non della vittoria, ma del processo, come ho fatto io. Imparerete a godervi il viaggio e non solo la destinazione. La settimana della gara si costruisce nei tre mesi precedenti, macinando chilometri al caldo torrido o al gelo invernale. Tagliare il traguardo mi lascia un senso di vuoto, perché è la fine di un viaggio in cui scopro sempre qualcosa di nuovo su me stesso». Scoprire qualcosa di nuovo su noi stessi: una prospettiva che eleva lo sport a vero e proprio stile di vita.
Anche la marciatrice bergamasca Federica Curiazzi, che condivide la passione agonistica con la professione di insegnante, ha evidenziato come la determinazione superi ogni ostacolo. «Non è facile conciliare vita, sport, studio e lavoro, ma la passione è ciò che lega i vari rami di una stessa pianta. Il risultato arriva quando possiamo raccogliere ciò che seminiamo tutti i giorni: non lasciatevi vivere, ma vivete ciò che desiderate».
A coronare la carrellata di testimonianze, il messaggio d’ispirazione di Oreste Perri, leggenda della pagaia, forte delle sue undici partecipazioni olimpiche come canoista e allenatore. «Non abbiate paura e buttatevi. L’avversario è chi vedi al mattino davanti allo specchio e la motivazione deriva dalla gratificazione: quando hai un sogno, sfidarsi è una vera gioia». La gioia che si trova proprio in quella “fatica bella” che anche il presentatore dell’incontro, l’ex Presidente Fidal Gianni Mauri, ha citato a più riprese.
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L’incontro è stato anche un’occasione per Cremona Runners di presentare la CR10Run, prima edizione di una nuova 10 km sotto il Torrazzo, in programma domenica 18 ottobre e valida per i campionati regionali assoluti master e CDS.
La chiusura della mattinata, affidata al prof. Maurizio Mondoni, ha tratto le somme di un appuntamento esperienziale capace di dimostrare agli studenti come la determinazione, il sacrificio e la passione possano trasformare le sfide quotidiane in un percorso fatto di gioia e soddisfazioni personali.








