24 Settembre 2026
Festival del pensare contemporaneo_copertina
di BEATRICE FRAZZI - Quattro giorni di eventi, parole, idee e confronti. Al centro il pensiero, il pensare, ma anche l'essere: è infatti "attraverSIAMO" il titolo dell'edizione 2026 del Festival del Pensare contemporaneo di Piacenza. Quarta edizione di un evento che anima strade, piazze e palazzi della città con una forte proposta culturale, che muove menti e sponsor, e che anche Cremona meriterebbe di avere.

Basta guardarsi un po’ attorno per arrivare a chiedersi se il pensare sia ancora un’attività ricorrente, la medicina e il veleno dell’animo, ciò che ci rende umani: spesso il pensiero viene visto come un qualcosa di talmente scontato da non sembrare degno di attenzione, anzi, da far passare come sostituibile e imperfetto. 

In un mondo dove tutto ciò che possiede imperfezioni si etichetta come “da aggiustare o migliorare”, la riflessione umana è fondamentale proprio in quanto non contaminabile dall’ossessivo perfezionismo che pervade il nostro secolo. 



Un momento dell’edizione 2025 del Festival che si tiene a Piacenza

Il pensiero sa essere fonte di unione quanto di singolarità, di dibattito quanto di riflessione, ma soprattutto di consapevolezza quando allenato, quanto di manipolazione quando trascurato. E come tutte quelle facoltà capaci di grandi cose, merita di essere celebrato nella propria forma migliore: il dialogo con gli altri e per gli altri. 

«Noi cerchiamo di mettere sul palco pensieri e persone che vengono da mondi diversi […], sperando che il loro back-ground ci aiuti a vedere diverse prospettive»

«Siamo convinti che per affrontare le sfide del contemporaneo, ora come ora, occorra essere multitasking, che servano degli esperti di varie discipline che si confrontino su sfide comuni, come nel caso della sfida climatica: non è un qualcosa che deve interessare soltanto biologi e meteorologi, ma che ricade anche sull’architettura, sulla politica, sull’ingegneria. Noi cerchiamo di mettere sul palco pensieri e persone che vengono da mondi diversi e di stimolare riguardo a interrogativi del contemporaneo, sperando che il loro back-ground ci aiuti a vedere diverse prospettive». 

Tommaso Grillo, è il responsabile del team curatoriale del Festival del Pensare Contemporaneo, curato da Alessandro Fusacchia e con la direzione filosofica di Andrea Colamedici e Maura Gancitano. Racconta così ciò che si cela dietro agli eventi proposti a Piacenza dal 24 al 27 settembre sotto il titolo “attraversiamo”, all’insegna della discussione e dell’esposizione di tematiche attualissime e di spicco, quali la politica (tra gli eventi proposti “Niente alibi! Oltre il caos attuale per reinnamorarsi della democrazia”, “Confini di carta, come le mappe della Palestina riscrivono la storia”), il temuto avvento dell’IA (con le conferenze “Attraverso lo schermo, chi decide cosa è reale tra immagini e algoritmi, “Le nostre teste bombardate, l’impatto dei videogiochi e dei social sulle nostre vite e sulla società”), ma anche proposte più leggere come dibattiti sull’arte e sulla letteratura o ambienti di svago adatti a tutti, come i concerti filosofici di apertura e chiusura.

FESTIVAL DEL PENSARE CONTEMPORANEO – Programma 2026

Nonostante il Festival (che è possibile seguire anche in Live Streaming) sia soltanto alla quarta edizione, ha già prodotto un’eco a livello nazionale non da poco: lo scorso anno si sono registrati circa 80 appuntamenti con più di 200 ospiti provenienti da tutta Italia, che si sono cimentati in questa esperienza e hanno portato il proprio pensiero in un ambiente fecondo di idee e di ascolto. «L’obiettivo del team, spiega Grillo a L’Ora Buca, non è di certo quello di fermarsi a Piacenza, ma anzi di cercare di espandersi sempre di più anche a livello nazionale: proprio per questo abbiamo candidato la città a Capitale europea della Cultura 2033, di modo che si possa valorizzare il territorio, e in generale le sue proposte». 

Il pubblico, piacentino e non, ha sempre stupito per la sua affluenza e per il suo interesse verso questa proposta, ma ciò che ha entusiasmato ancora di più l’organizzazione è stata la sua eterogeneità, caratterizzata dalla corposa presenza di giovani, in gran parte studenti universitari, favorita dal fatto che Piacenza stia diventando sempre più una città universitaria. «Quello della presenza giovanile è un nostro investimento, attuato mediante una scelta curata dei temi, con la quale si tenta di affrontare anche le questioni che riguardano le nuove generazioni, tra cui la crisi di rappresentanza che tende a far sentire accantonato il loro pensiero, mostrando come invece siano il nostro futuro, oltre che quello del festival». 

Ciò che rende eventi di questo tipo stimolanti e ricchi di spunti di riflessione, oltre alle attività proposte e all’inclusione di esperti, è il tentativo di abbattere barriere in favore di discussioni libere, partecipate e interattive, che tengano viva la voglia di confrontarsi e di dire la propria, non lasciando che qualcun’altro lo faccia al nostro posto.