Questo articolo fa parte di ONestamente, una serie di approfondimenti de L’Ora Buca sui temi dell’attualità giovanile: spunti, provocazioni, sollecitazioni proposti ai ragazzi per capire come la pensano. L’attività rientra nel progetto “Giovani ON: un’esperienza per crescere”, finanziato da Regione Lombardia nell’ambito del bando “La Lombardia è dei Giovani 2024” in collaborazione con ANCI Lombardia – Capofila Comune di Cremona.

Che cosa significa realmente sentirsi sicuri? Può sembrare una domanda banale, ma in un mondo dove crescono l’insicurezza e la violenza, è difficile far finta di nulla. Il quesito è fondato perché il problema della sicurezza urbana è complesso, sfaccettato e facilmente manipolabile, il che lo rende oggetto di una copertura mediatica martellante, che tende ad influire sulla percezione oggettiva dei fatti: sulle pagine di giornale e sul web compaiono quotidianamente notizie di rapine, molestie di ogni tipo o litigi finiti male, che innescano un sentimento di terrore nei cittadini, che si trovano inermi di fronte ad una problematica che rende loro complesso vivere serenamente il proprio territorio. Ma, quindi, qual è la verità?

Nel 2022-2023 l’Istat ha svolto un’indagine sulla “Sicurezza dei cittadini” interpellando un campione di 29.317 individui dai 14 anni in su, intervistati sia telefonicamente sia di persona. Alla domanda “Quanto si sente al sicuro camminando da solo per strada al buio nella sua zona?” il 12% ha affermato di sentirsi poco o per niente sicuro (con il 2% che si sente completamente insicuro); al contrario il 57,6% si sente abbastanza sicuro e il 18,4% molto sicuro. Anche il senso di timore percepito quando si è nella propria abitazione è in forte diminuzione: la quota di persone che ha dichiarato di sentirsi poco o per niente sicura in casa da sola è passata dal 14,8% (2015-2016) al 5,1% (2022-2023). Malgrado i molteplici segnali positivi rimane comunque una quota importante di cittadini (24%) per la quale la criminalità incide sulle proprie abitudini, dato comunque dimezzato rispetto al 48,5% del 2008-2009 e al 38,2% del 2015-2016.

Il senso di insicurezza è più forte tra le donne che sono il doppio più propense a sentirsi insicure quando escono da sole di sera (16,4% contro il 7,4% degli uomini). L’insicurezza cresce, inoltre, con l’aumentare dell’età.
Stando a quanto dicono dati e statistiche la situazione pare essere in progressivo miglioramento sotto diversi punti di vista ma, nonostante questo, la percezione di sicurezza è molto spesso precaria e influenzata da diversi fattori. Il senso di insicurezza, per esempio, è significativamente più forte tra le donne rispetto che negli uomini: le donne sono il doppio più propense a sentirsi insicure quando escono da sole di sera (16,4% contro il 7,4% degli uomini). L’insicurezza cresce, inoltre, con l’aumentare dell’età: è maggiore per le persone fino ai 75 anni, categoria in cui prevalgono gli individui che escono di rado, ma anche tra i più giovani l’idea di restare soli in un luogo isolato non è più vista come un tempo: anche in una piccola città come Cremona la fascia giovanile mostra di percepire il problema, anche se non necessariamente in prima persona o in maniera drastica.


Purtroppo recentemente si sono verificati diversi episodi spiacevoli anche sotto il Torrazzo: nel corso del pomeriggio del 29 agosto, ad esempio, un ragazzino di 14 anni è stato insultato e aggredito da un giovane più grande in Galleria XXV Aprile, senza alcun pretesto e giustificazione, mentre la sera stessa, a causa di una lite avvenuta tra due uomini in Piazza Stradivari, è stato necessario il trasporto di uno dei due in ospedale in codice giallo e l’intervento delle forze dell’ordine sul posto. Senza dimenticare l’episodio recente più eclatante, quello dell’aggressione di gruppo al barista della Cioccolateria di Piazza Roma, selvaggiamente picchiato e ridotto in gravi condizioni senza un reale motivo, solo per aver invitato i suoi aggressori (la maggior parte minorenni) a non infastidire i clienti del locale.






“Credo che a Cremona il livello di controllo e sicurezza sia intermedio. Personalmente non mi è mai capitato di non sentirmi al sicuro per le vie della città, ma recentemente mi è stata rubata la bicicletta, che avevo ben legato, in una zona del centro ben illuminata. Nonostante questo ritengo che a Cremona si possa ancora girare da soli, e che il livello di attenzione verso la problematica stia aumentando: ci sono leggermente più pattuglie nelle zone del centro e un’illuminazione migliore nelle principali zone periferiche”, così risponde Davide Pavesi, alunno dell’Istituto Ghisleri, alla domanda se si sente o meno al sicuro all’idea di spostarsi quotidianamente nella propria città, aggiungendo anche che individua come principale soluzione un maggior impiego delle forze dell’ordine, e in caso risultassero insufficienti, anche appositi sistemi di videosorveglianza.

Come sottolineato in precedenza dalle statistiche, le donne temono maggiormente molestie o situazioni spiacevoli, di conseguenza tendono ad adottare prevenzioni ulteriori. Francesca Faccini, studentessa dell’ITIS Torriani, esprime un’opinione condivisa ormai da molte: “Uscire in centro la sera a Cremona non è più come un tempo, sia io che le mie amiche non ci sentiamo affatto sicure, soprattutto perché molestie verbali e, purtroppo, di altra natura sono all’ordine del giorno. Se ragazze come me si trovano ad avere timore, significa che qualcosa non sta funzionando”. Come lei la pensano anche i ragazzi, consapevoli che molto spesso le coetanee si trovano in situazioni pericolose, e ne prendono atto, come fa Pietro Della Porta: “La sera spesso torno a casa da solo e mi sento abbastanza sicuro, abitando vicino al centro. Però penso che per una ragazza non sia la stessa cosa: infatti mi capita spesso di accompagnare amiche a casa, perché dicono di non sentirsi sicure ad andare in giro da sole”. Lo studente dell’Istituto Stradivari,inoltre, sostiene che la maggior parte degli episodi spiacevoli da lui sentiti o subiti siano avvenuti nei pressi di eventi per giovani o discoteche e propone un maggior controllo di queste aree durante le serate organizzate.

Alla ricerca di riscontri rispetto alle posizioni raccolte tra i giovani intervistati, L’Ora Buca ha realizzato un sondaggio (dal valore non scientifico) all’interno delle diverse scuole della città, tentando di indagare l’effettiva percezione della nuova generazione e il punto di vista generale. Sono state raccolte oltre 500 risposte: l’età dei partecipanti, dei quali il 66% ragazze, è compresa quasi totalmente tra i 15 e i 18 anni e il 57% di loro pensa che la questione sicurezza stia sempre più diventando un problema. La maggior parte frequenta quotidianamente il centro città: il 40% dice di aver sentito di episodi di violenza o microcriminalità da altri, mentre il 27% di averli direttamente subiti, con il 70% di loro che ammette di aver spesso avuto paura mentre girava per la città, principalmente nelle aree della stazione dei pullman e dei giardini di piazza Roma (questi ultimi situati in pieno centro). I fattori che più sembrano spaventare i giovani cremonesi sono la frequenza di molestie o apprezzamenti a sfondo sessuale, pestaggi e intimidazioni, che rischiano di mettere a repentaglio la serenità dei ragazzi nel fare qualcosa di assolutamente normale, come uscire con i propri amici o rientrare a casa nella fascia oraria serale.
Per approfondire: ONestamente, Cremona è ancora una città sicura? (Parte 2)
