Un breve viaggio, non una maratona, nella realtà della corsa cremonese: in occasione della HMC 2025, L’Ora Buca dedica quattro articoli all’evento che riporta la città sotto i riflettori dell’atletica nazionale, alla scoperta della manifestazione e delle principali realtà podistiche del nostro territorio.

Quella di domenica sarà la ventitreesima edizione della corsa di cui in città si parla ormai da tempo, uno dei momenti migliori per vivere la propria città sotto un altro punti di vista, percorrendo le vie del centro storico mentre si corre in compagnia di amici e di compagni di squadra. Presente come sempre la 3C, Compagnia Cremonese Corridori, nata nel 2005 dall’idea di Marco Borsella, il presidente della squadra, e di altri sei amici con cui condivide la passione per l’atletica leggera.


La squadra nasce, più che per una corsa, per un momento di condivisione, una scusa salutare per cui vedersi ogni fine settimana, stare in compagnia e passare del buon tempo all’aria aperta facendo ciò che piace e accomuna i suoi tesserati: correre: «Ridendo e scherzando questo gruppo di 7 atleti è diventata ora una squadra con circa un’ottantina di tesserati».
Il presidente Borsella, spiegando quali siano i traguardi più importanti raggiunti dalla squadra, inquadra in poche parole la filosofia della 3C: «Non abbiamo dei traguardi prefissati dove bisogna vincere e primeggiare a tutti i costi, per noi l’importante è stare bene insieme, ho sempre pensato che non sia fondamentale portare a termine la maratona in 2 o 7 ore, chi c’è ne mette 7 è comunque un eroe».

Ma al di là dello spirito non strettamente competitivo, di amicizia e condivisione, alcuni grandi traguardi sono stati raggiunti dai singoli atleti 3C, in particolare Michele Scoglio che ha partecipato per quattro volte alla Spartathlon, la leggendaria ultramaratona di 246 km che si tiene ogni anno in Grecia, con il percorso che parte da Atene e termina a Sparta. A livello femminile spicca invece Jonida Bejleri, atleta italo-albanese, anche lei grande specialista di ultramaratone. «L’obiettivo di domenica, da presidente e da podista, è che arrivino tutti, dal primo all’ultimo».
PER APPROFONDIRE




In uno sport individuale come il podismo, dove la sfida principale è contro il cronometro e i propri limiti, la squadra dimostra quanto sia importante l’unione, la passione e la dedizione che trasforma ogni gara in un’occasione di crescita e ogni traguardo in una vittoria collettiva. Lo sottolinea anche Roberta Gennari, nella squadra della 3C da oltre dieci anni ed ora anche dirigente della squadra. Gennari ribadisce i concetti fondamentali della squadra (la voglia di stare insieme, cercare di passare delle belle giornate), ma dando uno sguardo alla gara del 19 ottobre non nasconde il malcontento generale della 3C riguardo all’ultimo dei cambiamenti che da quest’anno stravolgerà la corsa: «Da quest’anno uomini e donne non correranno più insieme ma partiranno divisi. Io dico purtroppo perché si perde un po’ il bello del correre tutti insieme, ma da quest’anno la maratonina è campionato italiano e in quanto tale ci sono nuove regole da rispettare: è un traguardo, ma anche un peccato».

Tutta la squadra, spiega Roberta, domenica mattina si presenterà al ritrovo in piazza stradivari a 8:15 con un nutrito gruppo di partecipanti, ognuno con il proprio obiettivo personale, ma tutti con il sostegno reciproco come punto fermo perché è vero, si corre da soli ma il supporto fa la differenza, soprattutto per chi è più agitato.

Tra i presenti al via per onorare la casacca della 3C Luca Margherita, 29 anni, che corre per la squadra da tre anni. Ripercorrendo la sua adolescenza dal punto di vista sportivo, Luca racconta che fino ai 14 anni è stato un calciatore per poi rendersi conto non fosse il suo mondo. Prende allora una decisione e inizia, come spesso capita, a correre per rimanere in forma e permettersi qualche sfizio in più a tavola. Con il tempo si appassiona a questo sport, seppur senza mai partecipare a competizioni: le sue erano corse solitarie tra le stradine dei campi della provincia cremonese. Poi la svolta. “Ho conosciuto la 3C grazie a Marco perché lavoro con lui, mi ha spronato perché confrontandoci sui tempi che gli dicevo mi ha convinto a fare qualche gara. Inizialmente mi sono quindi iscritto per poter gareggiare, poi senza neanche che me ne accorgessi è diventata una cosa di famiglia, si festeggia insieme si gareggia insieme, per me è diventato molto di più rispetto a quello che avevo in mente».


Riguardo alla Maratonina di domenica Luca ha chiaro il suo obiettivo. «Parlando di un obiettivo numerico io punto a fare 1h e 15 minuti, ma fondamentalmente quello che voglio è godermela, quello che cerco di fare in tutte le gare. Però ho bisogno di uno stimolo, altrimenti non riesco a dare il massimo: mi alleno per quattro/cinque mesi per una gara e non sono in grado di perdere di vista l’obiettivo, che poi fondamentalmente è sempre quello di superarmi».
